Twin Peaks compie 30 anni

“Chi ha ucciso Laura Palmer?”: con questa domanda, che all’inizio degli anni Novanta diventò un vero e proprio tormentone, comincia la serie televisiva che cambierà la storia della tv. Una volta c’erano i telefilm, poi arrivarono le serie di culto come Lost e Il Trono di Spade: nel mezzo, a fare da spartiacque, c’è Twin Peaks. Che oggi, a 30 anni dall’uscita, è più attuale che mai.

Era l’8 aprile del 1990 e sulla rete americana Nbc andava in onda il primo episodio di Twin Peaks, creata da David Lynch e Mark Frost. In Italia arriverà qualche mese dopo con il titolo I segreti di Twin Peaks: la prima puntata, preceduta da un grande battage pubblicitario, verrà trasmessa su Canale 5 il 9 gennaio del 1991. Il grande successo ottenuto negli Stati Uniti venne replicato anche nel nostro Paese, dove la prima stagione (senza dubbio la migliore) fece registrare una media di dieci milioni spettatori a episodio.

La trama di Twin Peaks

Mentre sta andando a pesca, Pete Martell trova un cadavere avvolto in un telo di plastica sulla riva del lago. Siamo nella cittadina di Twin Peaks, nord-ovest degli Stati Uniti, in mezzo alle montagne e a poche miglia dal confine con il Canada. La vittima si chiama Laura Palmer: è la figlia unica dello stimatissimo avvocato Leland, la reginetta del liceo. Lo sceriffo Harry Truman comincia a indagare insieme all’agente speciale dell’Fbi Dale Cooper: scopriranno che a Twin Peaks nessuno è ciò che dice di essere, e niente è come sembra.

Il giallo della morte di Laura e gli amori segreti, i personaggi grotteschi e i tanti elementi soprannaturali. Twin Peaks era tante cose insieme: una serie complessa e stratificata. Anche Kyle MacLachlan, l’attore che interpretava l’agente Dale Cooper, ha confessato di non averne mai capito fino in fondo il significato. Lo stesso Cooper, forse il personaggio più forte di Twin Peaks, sicuramente quello che più è rimasto nella memoria insieme a Laura Palmer, era un investigatore come non se n’erano mai visti prima.

La rivoluzione di David Lynch

Con l’avanzare degli episodi, le indagini di Cooper e Truman scoperchiano un complesso giro di prostituzione minorile e spaccio di droga. Violenza, sesso e droga in prima serata: non si era mai visto prima. Come non si era mai visto un grande regista del cinema (David Lynch aveva già girato The Elephant Man e Velluto Blu) che si cimentava con la televisione, dopo averla aspramente criticata.

Niente sarebbe più stato come prima. Il successo di Twin Peaks, negli Stati Uniti e all’estero, dimostrava che il pubblico della tv era pronto per prodotti “alti”. In questo modo, senza nemmeno accorgersene fino in fondo, Lynch e Frost avevano anticipato e aperto la strada alla rivoluzione delle serie tv di qualità che si sarebbe compiuta oltre un decennio dopo.

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La cancellazione della serie

Il roboante successo di Twin Peaks fu anche la causa della sua chiusura. Durante la seconda stagione, un calo negli ascolti convinse la Nbc che l’identità dell’assassino di Laura Palmer andasse rivelata. Lynch e Frost non erano d’accordo ma eseguirono. Fu l’inizio della fine. La soluzione del mistero iniziale era il perno su cui si reggevano tutti gli altri: una volta rivelato il nome dell’assassino gli ascolti calarono ancora, e nel 1991 la serie non fu rinnovata per la terza stagione.

L’anno successivo David Lynch provò a replicarne il successo con il film Fuoco cammina con me, che raccontava gli ultimi giorni di vita di Laura Palmer e il gorgo in cui la ragazza era precipitata. Poi, nel 2017, il grande ritorno: la terza stagione di Twin Peaks, a quasi tre decenni di distanza dalla prima. Né il film, né la serie, sono riusciti nemmeno lontanamente ad avvicinare il successo dell’originale. Che oggi compie 30 anni, e li porta più che bene.


Walter Nicoletti
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