VENEZIA75: ROMA di Alfonso Cuaròn, Amarcord in bianco e nero

di Brunella Lamacchia.

 

Il secondo giorno di Venezia 75 si apre con l’attesissimo ROMA di Alfonso Cuaròn. Un capolavoro in bianco e nero che è stato messo in ombra dal Festival di Cannes e che invece qui a Venezia commuove ed emoziona il pubblico in sala.

La pellicola è un’opera autobiografica, in cui le sequenze rimarcano i ricordi dell’infanzia del regista nel quartiere messicano Roma. A tratti struggente e straziante, “Roma” regala un bianco e nero luminoso e digitale che accorcia la distanza tra passato e presente. La macchina da presa si muove con delicatezza nei ricordi. I virtuosismi si sprecano ma garantiscono un risultato encomiabile.

Cuaron dirige un Amarcord esplorando così differenze sociali e i conflitti politici del Messico di quegli anni. Le riprese sono state ambientate in luoghi in tutto e per tutto fedeli alla memoria del regista: l’abitazione è la replica della sua casa d’infanzia, il 70% del mobilio e delle suppellettili è originale.

Per noi di Voce Spettacolo ha già vinto il Leone D’Oro.

 

SINOSSI

ROMA, il film più personale mai realizzato finora dal regista e sceneggiatore Alfonso Cuarón, narra un anno turbolento nella vita di una famiglia borghese, nella Città del Messico degli anni Settanta. Cuarón, ispirato dalle donne della sua infanzia, offre una raffinata ode al matriarcato che ha plasmato il suo mondo. Vivido ritratto dei conflitti interni e della gerarchia sociale al tempo dei disordini politici, ROMA segue le vicende di una giovane domestica, Cleo, e della sua collaboratrice Adela, entrambe di origine mixteca, che lavorano per una piccola famiglia nel quartiere borghese di Roma. Sofia, la madre, deve fare i conti con le prolungate assenze del marito, mentre Cleo affronta sconvolgenti notizie che minacciano di distrarla dalla cura dei quattro figli della donna, che lei ama come fossero suoi. Mentre cercano di costruire un nuovo senso di amore e di solidarietà, in un contesto di gerarchia sociale dove classe ed etnia si intrecciano in modo perverso, Cleo e Sofia lottano in silenzio contro i cambiamenti che penetrano fin dentro la casa di famiglia, in un paese che vede la milizia sostenuta dal governo opporsi agli studenti che manifestano. Girato in un luminoso bianco e nero, ROMA è un ritratto intimo, straziante e pieno di vita dei modi, piccoli e grandi, con cui una famiglia cerca di mantenere il proprio equilibrio in un periodo di conflitto personale, sociale e politico.

“Ci sono periodi nella storia che lasciano cicatrici nelle società, e momenti nella vita che ci trasformano come individui. Tempo e spazio ci limitano, ma allo stesso tempo definiscono chi siamo, creando inspiegabili legami con altre persone, che passano con noi per gli stessi luoghi nello stesso momento. ROMA è il tentativo di catturare il ricordo di avvenimenti che ho vissuto quasi cinquant’anni fa. È un’esplorazione della gerarchia sociale del Messico, paese in cui classe ed etnia sono stati finora intrecciati in modo perverso. Soprattutto, è un ritratto intimo delle donne che mi hanno cresciuto, in riconoscimento al fatto che l’amore è un mistero che trascende spazio, memoria e tempo”

Alfonso Cuaròn

Walter Nicoletti
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