VITTORIO DE SCALZI Leader e fondatore dei New Trolls TORNA CON UN ALBUM DI INEDITI

ESCE DOMANI

“L’ATTESA”

Dopo 50 anni di carriera sui palchi di tutto il mondo, il leader e fondatore dei New Trolls VITTORIO DE SCALZI torna con “L’ATTESA” (in uscita domani, 27 aprile per FermentiVivi/Aerostella), un album di inediti eclettico e multiforme, interamente composto, arrangiato, interpretato e suonato da lui. “L’ATTESA” sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

Anticipato dal singolo come acqua chiara (uscito il 20 aprile), l’album l’attesa è composto da 10 tracce che attraversano stili e mood differenti: dall’intimo brano di apertura che dà il titolo all’album si passa dal country- folk di squali alle volute incertezze della rarefatta non si puo’; dall’atmosfera ipnotica di giorni di vento alle suggestioni carnali di una parola, passando per il travolgente ritornello di come acqua chiara o per il delicato omaggio di pino, uno struggente blues dedicato all’indimenticabile Pino Daniele. L’album affronta anche delicati argomenti come l’esistenza di una divinità superiore come in anima senza padroni o temi specifici del blues come in ordinary pain e in you were trusting me, brani cantati in inglese.

Questa la tracklist de l’attesa: 1) l’attesa; 2) squali; 3) ordinary pain; 4) giorni di vento; 5) una parola; 6) come acqua chiara; 7) non si può; 8) pino; 9) you were trusting me; 10) anima senza padroni

Vittorio De Scalzi nasce a Genova nel novembre del 1949 e da allora la sua vita e la sua carriera si suddividono in due diverse anime artistiche. Quella ribelle e contestatrice della fine degli anni sessanta che lo ha portato a fondare la band dei New Trolls; e l’altra, quella del cantautore che lui ha sempre coltivato dentro di sé aspettando il momento giusto per liberarla.

Durante la sua carriera è passato da alcune esperienze di rock progressive – da non dimenticare il mitico “Concerto Grosso” riuscito esperimento di fusione fra rock e musica barocca– a varie collaborazioni con De André o ancora alla composizione di canzoni per artiste del calibro di Ornella Vanoni, Mina o Anna Oxa.

Nel 2017 ha festeggiato al teatro San Carlo di Napoli i suoi cinquant’anni di carriera in un grande concerto presentato da Fabrizio Frizzi con la partecipazione di grandi nomi della storia della musica italiana.

https://it-it.facebook.com/vittoriodescalzipage/

https://www.instagram.com/vittoriodescalzi/

 

VITTORIO DE SCALZI racconta

“L’ATTESA”

1) l’attesa.  Il brano d’apertura è uno dei brani più significativi della raccolta. Un intenso mantra agrodolce sulla fiducia che l’amore perduto, possa prima o poi, ritornare. Un brano giocato sul susseguirsi ancestrale di pochi accordi, di questa nenia fatalistica, ma allo stesso tempo intrisa di speranza. L’indimenticabile melodia circolare, vagola mite e suadente sull’imperioso tappeto delle corde e dei tasti, e assurge ad un attualissimo modello di preghiera pop: «DIPINGERO’ IL SOFFITTO DI QUESTA STANZA BUIA CON UN COLORE CHIARO…» di chi ( beato lui!)  crede ancora nella forza dell’amore e nella sua diligente preparazione.

 

2) Segue a ruota il country ruvido di squali,  brano solo apparentemente romantico, impregnato della  giusta atmosfera country, che canta il dolore di un amore spezzato, divorato  dalla insaziabile voracità del Nuovo. Il disincanto è lo stesso delle ballad tipiche del rock e del blues.

 

3)  ordinary pain  è invece un blues d’altri tempi – dove altri tempi sta per “migliori di questi”-. Un brano consolatorio, una ballad sospesa in equilibrio tra gli accenti in levare della chitarra di Paolo “bluesman” Bonfanti e l’architettura sonora delle tastiere di De Scalzi. Entrambe tese ad esaltare quella piacevole pasta sonora del blues, su cui poggia la traccia vocale in inglese.

 

4 ) giorni di vento  è invece un’amara sad song; «GIORNI DI VENTO, LONTANI COME COSTELLAZIONI, CHE HANNO IL BAGLIORE DI CERTI AMORI PERDUTI TANTO TEMPO FA…» parole con cui sono descritte le malinconie soffuse dei vecchi ideali, bisognosi ormai di una faticosa ristrutturazione. «E GUARDO LA MIA VITA DA UNA PROSPETTIVA NUOVA. LA GUARDO ED HO CAPITO CHE è SOLTANTO UN GIRO IN PROVA». Senza possibilità di replica. O su un circuito nuovo di cui non ci è dato sapere.     

 

5)  Quindi è  la volta di una parola  uno spaccato di ricordi nostalgici in cui le atmosfere beatlesiane la fanno da padrone. Una sorta di “sexual road song” che  riesce a rendere con toccante incisività la mappa  di un viaggio immaginario alla scoperta dell’ amore: «UNA PAROLA NON DICE NIENTE… È COME IL VENTO CHE INCRESPA L’ACQUA… MA SOTTO  I PESCI FANNO L’ AMORE!».  Un brano misurato, a cavallo tra ingenuità radiosa e maturità raggiunta,  in cui, senza falsi pudori, si vogliono ricordare i momenti delle estasi trascorse, quelli che maggiormente accarezzano l’anima e addolciscono la memoria: «MENTRE UNA LACRIMA SCIVOLA LENTA ED IO SORPRESO, SCOPRO IL SENTIERO DEL PARADISO…».

 

6) come acqua chiara, un  brano che vuole insinuarsi con  prepotenza nelle orecchie di chi ascolta, per chiudere dietro di sè la porta e non uscire più.  Un pezzo in cui alla battuta incalzante della chitarra, si sovrappongono come naturale tappeto musicale, le tastiere, per sottolineare al meglio questa storia di rabbia contenuta sui fatti del presente ma ricca di incrollabile fiducia nel futuro.

Si racconta una storia carica di troppe disillusioni («CARO AMICO CI SCRIVEREMO UN LIBRO CON QUELLE FALSITÀ  CHE DICE LA TIVÙ»; e ancora «NON SCOPRIREMO MAI LE STORIE , QUELLE VERE, ORMAI LA VERITÀ NON LA SAPREMO PIU’…»), ma che alla fine lasciano spazio alla speranza e alla positività («UN FIORE SUL BALCONE DI UNA CASA CROLLATA , SAI POTREBBE TUTTO RICOMINCIARE DA LÌ»).

 

7) Con  non si può  i toni si fanno più intimi. E un immenso tepore strumentale sembra inseguire un commovente canto solitario,  che fa da contraltare alla melodia del piano. Il brano cerca di dare risposta a delle domande che gravitano nella testa dell’autore: «SI PUÒ SPEGNERE UN FUOCO CON IL FUOCO?  E ASCIUGARE L’ACQUA CON LA PIOGGIA ? NO, NON SI PUÒ… MA SI PUÒ FARE L’AMORE CON AMORE» Si, perchè i contrari, come sosteneva il filosofo Eraclito, creano una sorta di lotta perenne tra loro che purtroppo non si esaurisce mai. L’ unico rimedio è fondersi con ciò che ci appare come nemico. Integrarci, diventare parte della cura: avere gli occhi dentro gli occhi dell’altro e le mani nelle sue mani. Questo si che si può.  E con questa profonda convinzione, il brano naviga in un oceano di amore totale, senza aver paura di naufragare in tanta bellezza.

 

8) pino è il  nome del tributo affettuoso che De Scalzi porge all’estro dell’ indimenticabile Pino Daniele. Un blues sincopato eseguito in un alternarsi tra classico e rock dedicato,  con affetto, da un “bluesman col mare davanti” ad un altro “circondato dallo stesso mare”. E così, in un’atmosfera di partecipazione commossa, l’interprete genovese cerca di mettere a fuoco un talento che lascia le sue tracce indelebili nella nostra memoria.

 

9) you were trusting me  è il secondo pezzo in lingua inglese dell’album. Ed è un brano misticheggiante, dolce, ed evocativo, ricco di soffuse melodie. Nel finale sembra trasformarsi in un canto gospel, pronto a trasportare chi lo ascolta, in una chiesa battista nel Delta del Mississipi. Senza i fastidi e le domande della dogana U.S.A.     

 

10) Infine, a chiusura dell’album, una morbida pop song : anima senza padroni, in cui l’arpeggio della chitarra fa da asse portante in contrapposizione alle voci del coro che si inseguono a mulinello con gli strumenti : «PROVA A GUARDARE PIÙ IN ALTO…» Dice. Già.  Pare facile! Un brano in cui più volte fa capolino il tema del deserto interiore e che pertanto lascia spazio alle profonde convinzioni spirituali di ognuno. «LUI VUOL FARTI SAPERE CHE NON TI LASCERÀ MAI…» Un congedo significativo, per un album, che non a caso, si chiama : l’attesa.

 

Vittorio De Scalzi

“l’attesa”

Testi brani

 

  1. l’attesa

dipingerò il soffitto di questa stanza buia

con un colore chiaro

dipingerò le pareti di questa casa vuota

le riempirò di fiori

ci metterò una rosa

per i tuoi giorni amari

ed una spina

per quelli tutti uguali

un tulipano per i tuoi temporali

e un paio d’ali quando vorrai volare

e ritornare qui

dipingerò la mia faccia e tutte le mie paure

con un colore nuovo

coltiverò la pazienza

e la metterò in un vaso che riempirò di fiori

ci metterò una rosa

per i tuoi giorni amari

ed una spina

per quelli tutti uguali

un tulipano per i tuoi temporali

e un paio d’ali quando vorrai volare

e ritornare da me

  1. squali

diventeremo come il buio e la luce non ci incontreremo più

c’invidieremo per quello che non abbiamo e forse non avremo mai più

saremo soli come marinai sotto un cielo senza stelle

la direzione ce la darà il cuore che non è sempre quella da seguire

andremo incontro alle nostre paure in posti sconosciuti

conosceremo nuove avventure e ricominceremo a fumare

finché i ricordi cominciando a sfumare staccheranno le stelle dal mare

e i nostri sogni che non trovavano il cielo

non ci faranno più così male

e allora, solo allora diventeremo anime nuove,

pronte per ricominciare

diventeremo come il giorno e la notte non ci incroceremo più

e cercheremo negli occhi di un altro

quello che non ritroveremo mai

saremo come dei pianeti nuovi irraggiungibili come déi

frequenteremo galassie diverse piene di alieni da sopportare

e guarderemo verso il futuro e lo potremo anche immaginare

come un possibile salto da un muro senza paura di farsi male

con quella voglia di avere e di dare

che ci fa sentire squali in mezzo a questo mare

pieni di odio da contraccambiare

in cerca di un nuovo amore da divorare

 

  1. ordinary pain

wonder if this one I’m feelin’ is just an ordinary pain

should I leave or go on livin’ just the same

climbin’ up an endless stairway

trying to take a look around everybody

wants to grab me and take me down

I’ve just found another shelter

from this ordinary pain

to have a second to remember

but my very name

I’m tired of waitin’ by my window

and ain’t no use to stand out in the light

now the day is fadin’ slowly into the night

I take a look arounf the corner things

I see will make me cry

ain’t a shame to let it happen this way oh

I don’t wanna keep forgettin’

all those things that got me goin’

I don’t want my stories to slip away

everybody wants to tell me

that this is just an ordinary pain

everybody gives this sorrow another name

someone’s sure to know me very well

and says that I have never been so strong

if I don’t wanna talk about it, don’t get me wrong

 

  1. giorni di vento

giorni di vento lontani come costellazioni

che hanno il rumore dei nostri passi

al nostro primo rendez-vous

giorni di vento non sono mai

uno uguale all’altro come i pensieri

che mi porto dentro quando dentro ci sei tu

giorni di vento soffiati sopra fortuna

e stelle sopra la schiena sulla mia pelle giocando

con la libertà e guardo la mia vita

da una prospettiva nuova la guardo ed ho cpaito

che è soltanto un giro in prova

e vivo questa vita che mi ruba il tempo

e mi propone in cambio un giro nell’eternità

giorni feroci abbiamo urlato canzoni al vento

ma niente ha cambiato le nostre voci

nemmeno le bugie del tempo

giorni di vento lontani come costellazioni

che hanno il bagliore

di certi amori perduti tanto tempo fa

 

  1. una parola

una parola non dice niente e al tempo stesso nasconde il cuore

è come il vento che increspa l’acqua

ma sotto i pesci fanno l’amore un solo sguardo non dice niente

e al tempo stesso rivela tutto

mentre una lacrima sopra il tuo visosegna i contorni del tuo sorriso

mentre una lacrima sopra il tuo corpo scivola lenta

ed io sorpreso scopro il sentiero del paradiso

ricordati, quelli eravamo noi

uuuh dimentica solo le cose che non vuoi far ritornare

una parola non dice niente e al tempo stesso nasconde il cuore

è come il vento che increspa l’acqua

ma sotto i pesci fanno l’amore come la pioggia sulla tua schiena

segna la mappa della mia pena

come la pioggia sulla tua pelle segna la mappa con il sentiero

per arrivare fino alle stelle tre passi a destra su verso il sole

poi sempre dritto dentro al tuo cuore

ricordati, quelli eravamo noi

dimentica solo le cose che non vuoi far ritornare

 

  1. come acqua chiara

caro amico mio ci scriveremo un libro

con quelle falsità che dice la tv

non scopriremo mai le storie

quelle vere ormai la verità non la sapremo più

ma come acqua chiara in mezzo alle dita

il tempo passerà e laverà le bugie

come miele caldo sulla ferita lui ci guarirà

ma non ci aspettarà più

ricostruiremo qui tutte le vecchie case

e tutti quegli errori da non rifare più

e noi riascolteremo tutte le parole perchè è la verità

l’ha detto la tv

ma come acqua chiara in mezzo alle dita

il tempo passerà e laverà le bugie

come miele caldo sulla ferita lui ci guarirà

ma non ci aspetterà più

una storia nuova appena inventata

un universo fatto su misura per noi

un fiore sul balcone di una casa crollata

sai, potrebbe tutto cominciare da lì

ora buttiamo via le nostre delusioni

rimbocchiamoci le idee e ritorniamo là

tutte quelle parole che sembrano mattoni

non costruiranno mai la nostra dignità

 

  1. non si può

non si può spegnere un fuoco col fuoco

non si può asciugare l’acqua con la pioggia

fermare il male con il male

e questo sentimento sale

e viene spinto da quel vento

che non si ferma con il vento

e ci rimane solo il tempo

che non si ferma con il tempo

ma si può fare l’amore con amore

ma si può sognare anche ad occhi aperti

viaggiare anche stando fermi

avere gli occhi dentro agli occhi

e le tue mani nelle mani

lasciare scorrere quel tempo

a cui avremo dato un senso

ma non si può arginare il mare con la sabbia

fermare il vento con le mani

tenere un cuore chiuso in gabbia

sapere dove sarai domani

 

  1. pino

forse non sai mai con quel modo speciale

Napoli e blues

hai cambiato il mio mondo

nero a metà

fai parte di questo mare e il suono c’è

sembra un respiro profondo

scendono le note e il mondo non esiste più

musica per strad

e Napoli diventa un blues

sento nei quartieri il suono della tua tribù

dentro quelle note il mondo che volevi tu

forse non sai

ma col tuo canto leggero

qualcuno potrà sognare ancora davvero

nero a metà

davanti a quel tuo bel mare

ti bevi un caffèe continui a suonare

scendono le note e il mondo non esiste più

musica per strada

e Napoli diventa un blues

sento nei quartieri il suono della tua tribù

dentro quelle note il mondo che volevi tu

 

9. you were trusting me

and I will never get to hear you

calling out my name

sometimes is best

to just re-live the moments from the past

to feel the touch I wanna feel

(to) make it seem so real

you were the reason for so many

of my brightest days

and I will try to walk along the roads

I walked before

decide that life is every minute and that I am alive

gone are the troubles

from my damn soul remembering that you’re gone

sometimes I cry and deep inside

I just don’t give a damn I guess it’s where I stand

you were trusting me (and I was trusting you would stay)

you walked out alone (you walked out alone)

telling me the way you’d feel remembering you once again

you were trusting me (and I was trusting you would stay)

you walked out alone (you walked out alone)

all the things you had to say but I never tried to follow you

some days I think I hear you whisper and you come along

that empty feeling of abandon seems to take control

and you get what you want no chance to fix at all

sometimes you needed to remember times were very odd

but you and I both know you were trusting me

(and I was trusting you would stay)

you walked out alone (you walked out alone) that night

sometimes I fear the weather, this time I hear the rain

you were trusting me (and I was trusting you would stay)

  1. anima senza padroni

stringimi forte le mani

non ti buttare più via

anima senza padroni

prova ad alzare lo sguardo più in alto che puoi

lascia viaggiare il pensiero lontano dal cuore

e da tutti i suoi guai

so che stavolta fa male

ma guarda che luna che c’è

anima senza parole

prova a guardare più in alto, più in alto di te

prova a pensare che in alto, più in alto

qualcuno ti vede e lo sa

che tu stai soffrendo e ti vuol far sapere

che lui ti non lascerà mai

guarda il colore del mare

senti il profumo che c’è

anima senza parole

vale la pena cercare più dentro di te

prova a pensare che in alto, più in alto

qualcuno ti vede e lo sa

che tu stai soffrendo e ti vuol far sapere

che lui non ti lascerà mai

Vito
Follow Me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 + 12 =