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L’America celebra il ventesimo anniversario dell’11 settembre con cerimonie solenni e commemorazioni che si svolgeranno in ciascuno dei tre siti in cui i 19 dirottatori di Al-Qaeda si sono schiantati con aerei di linea pieni, colpendo il cuore culturale, finanziario e politico degli Stati Uniti e cambiando il mondo per sempre.

Al Ground Zero di New York i parenti leggeranno i nomi delle quasi 3.000 persone uccise. Verranno osservati sei momenti di silenzio, corrispondenti ai momenti in cui le due torri del World Trade Center furono colpite, e ai momenti in cui il Pentagono fu attaccato e il campo presso Shanksville, in Pennsylvania dove il volo 93 precipitò. Joe Biden e la first lady Jill si fermeranno in ciascuno di questi luoghi per “onorare e commemorare le vite perse”.

In un videomessaggio di 6 minuti e 23 secondi Biden ha fatto appello all'”unità nazionale”: “Nei giorni successivi all’11 settembre abbiamo visto qualcosa di molto raro: un vero senso di unità nazionale. Abbiamo visto come l’unità è una di quelle cose che va mai distrutta. L’unità è – ha detto – la nostra forza maggiore: non vuol dire che dobbiamo credere tutti nella stessa cosa ma che dobbiamo avere rispetto gli uni degli altri e per questo Paese”.

La vicepresidente Kamala Harris raggiungerà Biden in Pennsylvania. Negli Stati Uniti saranno poi diverse le commemorazioni aperte al pubblico. Il 9/11 Memorial and Museum di New York ricorderà le vittime con un minuto di silenzio alle 8.46, ora dello schianto sulla torre nord del World Trade Center. In serata, due raggi di luce illumineranno la città. Al Pentagono, in Nord Virginia, il dipartimento della Difesa terrà una cerimonia privata alla quale parteciperanno il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, e il generale Mark Milley, presidente dello Stato maggiore riunito. Le 40 vittime del volo United Airlines 93 verranno invece onorate durante un incontro privato al National Memorial vicino a Shanksville.

A New York nonostante questa sia la prima commemorazione senza guerre, l’allarme terrorismo resta alto. Il timore è che la data continui a ispirare gruppi terroristici di varia matrice o lupi solitari, anche alla luce del ritiro dall’Afghanistan. Nella città che cerca la normalità dopo il Covid i controlli sono stringenti soprattutto nell’area delle celebrazioni, dove oltre a Biden è atteso anche l’ex presidente Barack Obama, che annunciò al mondo nel 2011 la morte di Osama bin Laden, mente e architetto degli attacchi dell’11 settembre. Per Obama si trattò di un successo che però non venne accompagnato dal rispetto di una delle sue maggiori promesse elettorali: la chiusura di Guantanamo. A 20 anni dal giorno che cambiò il mondo per sempre comunque le guerre aperte da George W. Bush in risposta agli attacchi sono ormai tutte chiuse: come eredità resta solo il super carcere sull’isola di Cuba. Bush non sarà a New York per le celebrazioni: con la moglie Laura è a Shanksville, in Pennsylvania, dove si schiantò il volo 93 diretto a Washington. 

Il messaggio del presidente Mattarella

“In occasione del ventesimo anniversario dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, desidero anzitutto esprimere la vicinanza del popolo italiano alle famiglie delle vittime di quel feroce attentato e a tutto il popolo degli Stati Uniti, nel segno della profonda e storica amicizia che lega i nostri due Paesi. Rivolgo un pensiero particolare ai connazionali e alle persone di origine italiana che persero la vita in quella dolorosa circostanza, vite spezzate da un fanatismo vile e cieco che colpi’ uomini e donne innocenti. Quella tragedia ci ha uniti nel segno del dolore”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo messaggio. “La memoria della barbara aggressione di vent’anni or sono ci spinge con sempre maggiore vigore a proteggere quella cornice comune di valori che  risponde ai principi di libertà e pacifica convivenza tra popoli. La drammatica vicenda afgana che ne è seguita, sino al recente gravissimo attentato presso l’aeroporto di Kabul, ultimo di una sequela di brutali attacchi terroristici susseguitisi negli anni in tanti Paesi, conferma quanto sia impervia la strada della affermazione dei diritti dell’uomo”, aggiunge il capo dello Stato.  

Di Maio: “Non abbassiamo la guardia”

La lotta al terrorismo non è finita e dobbiamo tenere alta la guardia. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a Roma durante la cerimonia di commemorazione delle vittime degli attentati terroristici dell’11  settembre 2001 che si è svolta alla presenza dell’Incaricato d’Affari presso l’ambasciata degli Stati Uniti Thomas Smitham e della sindaca di Roma Virginia Raggi.        “Oggi vogliamo rendere onore alle vittime – ha affermato Di Maio – non solo a quanti si trovavano nelle Torri ma anche ai tanti che prestando servizio per salvare le loro vite, l’hanno persa: penso ai tanti  vigili del fuoco, ai poliziotti. L’11 settembre ha cambiato ogni giorno degli ultimi venti anni in maniera radicale nelle nostre società, nelle nostre civiltà e nel nostro modo di gestire gli affari esteri come governi alleati. Questa è un’occasione per rinnovare l’impegno della nostra alleanza con gli Stati Uniti, nella Nato, dell’Alleanza euroatlantica, guardando al futuro insieme per sfide per il progresso delle nostre popolazioni, dei nostri paesi e nazioni ma anche di fronte a pericoli che non possiamo affrontare da soli”. 

“La lotta al terrorismo non è finita, negli ultimi venti anni le cellule terroristiche hanno cominciato ad utilizzare le nuove tecnologie per radicalizzare i potenziali terroristi. Questo ha fatto proliferare le cellule terroristiche, dobbiamo tenere alta la guardia, mettere insieme le intelligence, gli apparati militari, ma dobbiamo anche dirci che il terrorismo si sradica con un approccio olistico”,  ha aggiunto il ministro. “In aree come quella del Sahel o del Medio Oriente molti giovani sono  nelle mani delle cellule terroristiche a causa delle condizioni  economiche e sociali. Dobbiamo lavorare su tutti questi fronti per  cercare di preservare i nostri paesi, la sicurezza della nostra  popolazione ma anche sviluppare nuovi piani per aiutare altri popoli.  In Afghanistan ci siamo stati venti anni e l’istruzione femminile e  passata da zero al 98 per cento: ci sono stati dei risultati  importantissimi per la nostra alleanza dal punto di vista dei diritti  civili, dei diritti umani e del progresso. Dobbiamo lavorare per preservarli nonostante le condizioni difficili”.

Regina Elisabetta: “Omaggio alla resilienza”

Tra i primi a inviare un messaggio per commemorare l’anniversario dei terribili attentato, la Regina Elisabetta. “La mia visita al sito del World Trade Center nel 2010 è impressa nella mia memoria. Mi ricorda che mentre onoriamo coloro che di molte nazioni, fedi ed origini hanno perso la vita, rendiamo anche omaggio alla resilienza e alla determinazione delle comunità che si sono unite per ricostruire”.

Ue al fianco degli Usa

“L’11 settembre ricordiamo coloro che hanno perso la vita e onoriamo coloro che hanno rischiato tutto per aiutarli. Anche nei momenti più bui e difficili, il meglio della natura umana può trasparire. L’UE è al fianco degli USA nella difesa della libertà e della compassione contro l’odio”, ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Oggi alle ore 14 andrà in onda l’approfondimento di Rainews24 nel ventesimo anniversario degli attacchi alle Torri gemelle di New York. 

Walter Nicoletti
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