18a edizione di Alice nella Città

In questi giorni abbiamo lavorato alla nuova edizione di Alice nella città, sapendo che sarebbe stato un anno diverso dagli altri: cambieranno i tempi, le forme, ma non lo slancio e le speranze che questa crisi terribile ha provato a isolare. Guardando meglio, ci siamo convinti che il bacillo più insidioso è quello che sta colpendo i ricordi. La cosa più temibile dell’insonnia della memoria è che nessuno si preoccupi più d’immaginare e di coltivare una personale educazione allo stare insieme.

Per questo, ci siamo sottratti all’oblio del ricordo di quei giorni, preoccupandoci di riannodare i fili che ci hanno legato alle persone e alle idee nate durante i mesi d’isolamento forzato. Abbiamo provato a trasformare il contagio, in una nuova forma di conoscenza che ci permetta di sperimentare il morbo di questa nuova consapevolezza che speriamo ci accompagni verso una nuova cultura festivaliera, diffusa, che deve essere rigenerata, per ritrovare una direzione efficace e di senso.

Quest’anno abbiamo immaginato un rovesciamento dei confini festivalieri, che va oltre la bollinatura dei film e alla ricerca ostinata dell’anteprima mondiale, a vantaggio di un cambiamento che vede nell’interdipendenza dei comportamenti, lo strumento ideale per superare questa crisi. Un approccio pratico e operativo che deve considerare alleanze necessarie, avendo il coraggio di utilizzare questo periodo come laboratorio per la condivisione e la ricerca di pratiche che si inseriscano pienamente nell’ecosistema produttivo e distributivo durante l’anno.

Una progettualità condivisa che in una nuova natura di relazione e di gesti tra noi, deve attraversare i festival che secondo noi non si devono limitare solo a passarsi il testimone ma dovranno avviare un percorso profondo e complementare, indirizzato verso la ricerca del nuovo pubblico. Per questo nasce l’idea della sezione SINTONIE: una nuova linea di programma condivisa con il Direttore Alberto Barbera a cui teniamo molto. Il punto di contatto saranno i ragazzi: quelli cinematografici raccontati nei film presentati a Venezia e ripresi da Alice nella città; quelli raccolti tra gli accreditati e tra il pubblico di ragazzi che non hanno potuto partecipare numerosi alle proiezioni veneziane e che invece potranno recuperare ad Alice.

Quest’anno ci siamo affacciati ad una finestra da dove abbiamo proiettato i film sulle facciate dei palazzi, immaginando un’arena galleggiante che grazie al suo successo ci ha portato su una Nuvola che per la prima volta, grazie alla collaborazione con Eur Spa, apre il suo Auditorium al cinema e a un pubblico di giovani che siamo sicuri saprà raccogliere il nostro invito: tutto questo è Alice nella città 2020.

Walter Nicoletti
Follow Me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × uno =