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A margine dei tantissimi interventi previsti dal piano lungo 6 direttrici strategiche (digitalizzazione, rivoluzione verde, infrastrutture, istruzione, inclusione, salute) emergono dalla lettura della bozza anche importanti conferme. Sulle pensioni il governo mette nero su bianco che Quota 100, ovvero la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni con 38 di contributi, non verrà prorogata oltre il 31 dicembre di quest’anno «e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti».

Sul lavoro, per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo delle professioni si vuole rendere «l’esame di laurea coincidente con l’esame di Stato», ai fini dell’abilitazione all’esercizio della professione. In tema di giustizia, si punta a ridurre la durata dei processi. Tagliare da 9 a 5 anni i tempi delle procedure fallimentari farebbe aumentare la produttività dell’1,6%. Sulla sanità, si prevede la creazione di un centro nazionale «di eccellenza per le epidemie». Sul versante green, ci saranno investimenti per 5.500 bus a basse emissioni entro il 2026.

Lunedì e martedì Draghi illustrerà il Pnrr alla Camera e al Senato. Poi il consiglio dei ministri si riunirà di nuovo per approvare formalmente il testo e inviarlo a Bruxelles.

Walter Nicoletti
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