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Ciao innanzitutto parlaci della tua esperienza sul set La leggenda di kaira .Che sensazione hai avuto tornare a recitare dopo un periodo di fermo a causa anche della pandemia? Parlaci del tuo personaggio.

È  stata un’esperienza  bellissima, felice di aver fatto parte di un cortometraggio in costume d’epoca. Tornare a recitare dopo un periodo di fermo è  stata una bella sensazione, soprattutto per  il fatto di tornare di nuovo a stare in mezzo a tante persone, eravamo tutti tamponati. Mi sono molto divertita e la sera mi sono fatta delle ricche mangiate. Il cibo a Todi era squisito. Il mio personaggio è  la mamma della protagonista  Arika e si chiama Ahibil.

Che messaggio comunica l’opera? Come e stato il rapporto con i colleghi e con la città di Todi? E la prima volta che sei diretta da una donna? Cosa ti ha trasmesso?

L’opera vuole essere un messaggio contro la prepotenza degli uomini a favore delle donne. Il rapporto con i colleghi è  stato molto piacevole e mi ha fatto piacere tornare a Todi dopo tanto tempo. Non è  la prima volta che giro diretta da una donna ,ho fatto un film in Argentina molti anni fa con Massimo Dapporto e la regista era una donna. Emanuela Del Zompo mi ha trasmesso che è  bello lavorare con una donna si può  creare una certa complicità.

Quali difficoltà hai trovato se ce ne sono state?

Non ho trovato difficoltà nel recitare completamente senza trucco.

La cosa che ti è piaciuta di più. Meglio lavorare con le donne o con gli uomini? A cosa ti sei ispirata per interpretare il tuo ruolo.

Mi è  piaciuto molto girare in costume tra i vicoli di Todi, mi sembrava di tornare indietro nel tempo. Per me l’importante  è  lavorare sia con uomini che con donne. Per interpretate il mio personaggio mi sono ispirata ai racconti dei cavalieri che andavano alla ricerca del “Sacro Gral”.

Walter Nicoletti
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