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Alla soglia dei 50 anni Alessia Marcuzzi ha deciso di raccontarsi a 360 gradi. Dalla voglia di libertà alle sue fragilità, dall’amore (per la figlia e il marito) alle paure che l’attuale periodo porta con sé. Via ogni velo compreso quello dell’ipocrisia: “In televisione sembro invincibile ma non è così”. Anche la Marcuzzi ha le sue fragilità, che l’hanno portata a chiedere aiuto a uno psicoterapeuta.

Sulle pagine della rivista Grazia Alessia Marcuzzi ha confidato le sue paure, molto simili a quelle di ognuno di noi. Ostacoli personali e interiori che la popolare conduttrice televisiva ha svelato ai lettori: “Sento tantissimo il tempo che passa, sono piena di fragilità. Questa è un’età complicata avvicinarsi ai 50 anni. So di essere fortunata, sia chiaro, dico che è difficile a livello interiore. Mi sento in colpa nell’essere fortunata. Devo lavorarci, su questo aspetto. Lo so, non sembra: quando ti vedono in televisione sembri invincibile”.

Invece la presentatrice de “Le Iene” ha ammesso di trovarsi spesso in difficoltà soprattutto davanti ai pregiudizi e alle critiche degli altri. In particolare quelle provenienti dal web e dai social network, dove le cattiverie sono all’ordine del giorno: “Sapete cosa mi dicono spesso? ‘Quella fa figli con tutti’. Una cosa che non direbbero a un uomo. Io me ne frego ma dentro fa male”. E così nell’intervista Alessia Marcuzzi ha svelato di piangere spesso: “In quella stanza che diceva Virginia Woolf, da sola. Non mi faccio aiutare perché ho il senso di colpa di sentirmi fortunata. Allora mi recupero da sola. Faccio come l’attrice Margot Robbie in Tonya, un film che mi piace un sacco: si mette davanti allo specchio prima di andare in pista, lei è una pattinatrice, e piange e ride e poi si trucca ed esce”.

Walter Nicoletti
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