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La definiscono Mahatma, come Gandhi, ma Mata Amritanandamayi Devi preferisce essere chiamata semplicemente Amma, “Madre”. Ha raccolto sostenitori e volontari in tutto il mondo, dallʼAustralia alla Svizzera, ed è una leader umanitaria e spirituale globale che, grazie al suo esempio, ha ispirato milioni di persone a impegnarsi in favore dei bisognosi e nella costruzione di un mondo più tollerante. Dotata di un’instancabile dedizione e amore per il prossimo, Amma è nota per il modo inedito attraverso cui esprime compassione: il suo celebre abbraccio. Un gesto semplice che, nel corso della vita, ha condiviso con oltre 39 milioni di persone. In un periodo come quello che stiamo attraversando, dove il contatto fisico è stato messo a dura prova dalla pandemia, l’abbraccio di Amma assume così una forza ancora più sconvolgente. Il film di Anna Agnelli racconta le sorprendenti imprese umanitarie di Amma. Seguendola nella vita quotidiana nel suo Ashram in Kerala e attraverso le interviste a coloro che da anni lavorano con lei, la grandezza di Amma si rivela sotto una nuova luce. Conosciuta in Occidente per il suo famoso darshan, o abbraccio di benedizione, Amma ha viaggiato instancabilmente in tutto il mondo negli ultimi 35 anni dando vita a sorprendenti iniziative umanitarie. Imprese attraverso le quali ha servito e continua a servire milioni di persone in una moltitudine di modi diversi, come fornire assistenza sanitaria gratuita, istruzione, riparo e soccorso dopo i disastri naturali. L’energia di Amma è quella del cuore (prendersi cura, ispirare, sostenere, potenziare) e non quella del potere che ha ormai mostrato tutti i suoi limiti. Il documentario racconta come Amma sia riuscita non solo a creare strutture e organizzazioni straordinarie, ma anche a formare persone imbevute della sua cultura di cura e servizio che si manifesta in ogni aspetto della vita quotidiana.

CHI È AMMA

Nata nel 1953 da una famiglia di pescatori del Kerala, Amma ha scoperto la sua vocazione da bambina. Quotidianamente si recava nel villaggio natale per raccogliere bucce di verdure e altri scarti alimentari per nutrire le mucche e le capre. Fu così che, incontrando ogni giorno gli abitanti più in pena del villaggio, cominciò ad abbracciarli. A chi la criticava rispondeva: “Non li vedo come uomini o donne. Non vedo nessuno diverso da me stessa, questa è la mia innata natura. Il dovere di un medico è di curare i pazienti. Allo stesso modo il mio dovere è consolare chi soffre“. Da allora è iniziato un viaggio che l’ha portata a stringere a sé oltre 39 milioni di persone.

NOTE DI REGIA

Ho incontrato Amma nel novembre 2014; stava conducendo uno dei suoi leggendari “darshans” riversando amore in innumerevoli cuori. Dopo che mi ha stretta tra le sue braccia mi sono ritrovata, come tanti, senza parole e in lacrime. Sono rimasta a lungo a osservarla, a osservare il vortice di energia e le persone intorno a lei, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Subito dopo ho incontrato molte persone che per anni hanno lavorato a stretto contatto con Amma e sono diventata presto consapevole delle straordinarie imprese umanitarie che le organizzazioni a lei legate hanno realizzato in tutto il mondo negli ultimi 30 anni. Sono rimasta profondamente colpita e ho deciso di girare un film esattamente su questo: gli incredibili sforzi di Amma, al di là di ciò per cui è spesso conosciuta, come Maestro Spirituale e per il suo darshan. Volevo documentare come il suo amore e la sua compassione abbiano creato una catena di persone che lavorano instancabilmente per manifestare le sue visionarie intenzioni benevole, trasmutando le sue parole in realtà. Volevo mostrare in che modo Amma trasforma chi le è intorno generando un meraviglioso risultato finale. Le lunghe conversazioni con coloro che vivono al suo fianco mi hanno dato un’idea reale di chi è Amma e di qual è il suo modo di fare le cose. Ispira una dedizione a cui non avevo mai assistito prima. Una dedizione al servizio, guidata dall’amore infinito e dall’energia che Amma rappresenta ed emana ogni giorno. La dedizione di queste persone serve esclusivamente allo scopo principale di Amma: aiutare i bisognosi della terra. La moltitudine di imprese e attività umanitarie che guida a livello globale ne sono la prova tangibile. Chi si trova esposto alla sua presenza non è guidato da guadagni materiali o personali: è spinto dal profondo desiderio di ricambiare l’amore che ha ricevuto. E Amma chiede che questo sia incanalato nell’aiutare gli altri. Per illustrare questo bellissimo meccanismo ho voluto mostrare alcuni dei suoi contributi umanitari in India: ospedali all’avanguardia che offrono cure gratuite ai poveri; programmi di sviluppo olistico per centinaia di villaggi rurali; una profonda attenzione sull’emancipazione delle donne in India, dove le strutture sociali sono ancora ben lontane dal sancirne l’uguaglianza. Inoltre, l’istruzione e l’insegnamento delle competenze per la vita quotidiana sono al centro dei suoi sforzi nei paesi in via di sviluppo perché Amma si preoccupa di contribuire in modi sostenibili e duraturi. Infine, ci sono i dati sui soccorsi a seguito di calamità naturali. Amma si preoccupa di portare aiuto nell’immediato, ma con modalità che possano accompagnare le vittime del disastro all’inizio della loro nuova vita. I suoi volontari rimangono nei luoghi delle aree disastrate anche quando molte altre organizzazioni se ne sono andate perché ciò che Amma vuole veramente è che le persone siano indipendenti e possano costruire una nuova vita per se stesse. Mi sono interessata al modo in cui Amma amministrava i progetti e volevo mostrare il suo metodo. Continuavo a chiedere: “quando la incontri e discuti di progetti, quanto decide Amma?”. Mi rispondevano: “Amma sa tutto e avrà l’ultima parola su tutti i progetti principali, dall’inizio e per intero”. Ma come? Non l’ho mai vista prendere appunti o fermarsi a parlare con qualcuno. Tutto accadeva costantemente in mezzo a un flusso continuo di darshan e pratiche spirituali, tra meditazioni, bhajan, prasad (offerte cerimoniali di cibo) e seva (lavori volontari e disinteressati). “Allora, quando la incontri?”. E la gente mi ha semplicemente sorriso. Hanno detto “sempre, ovunque”. Volevo mostrare agli spettatori che Amma riesce a fare ogni cosa mentre fa tutto il resto: naturalmente multi-tasking, sempre presente, con una visione lunga e nitida. Il documentario si concentra sull’intervista ai suoi principali discepoli, ai suoi principali aiutanti e a coloro che guidano alcuni dei suoi progetti con quella devozione infinita di cui ho parlato. E cerca di scoprire da loro cosa fa veramente Amma per arrivare a questi risultati. Mi è diventato chiaro che intervistare la stessa Amma non era fondamentale per catturare l’essenza del suo modo di fare. Naturalmente tutte le espressioni e le azioni di Amma hanno una profonda risonanza spirituale. Ma niente può descrivere meglio il suo modo di mostrare ciò che è riuscita a ottenere. Niente può descrivere la sua influenza meglio di quanto non faccia vederla scorrere attraverso le descrizioni, le emozioni e le azioni di altre persone. Amma non può essere intervistata. Questo darebbe così poco a uno spettatore rispetto a ciò che Amma è in realtà. Amma deve essere vissuta. Attraverso un’esposizione indiretta ad Amma e attraverso l’illustrazione del suo lavoro umanitario, il documentario desidera innestare nello spettatore il desiderio di un’esperienza diretta. Vedo, quindi voglio sapere. E per sapere devo sperimentare. Allora sentirò anche io. E lo saprò veramente. Il documentario mostra anche alcune scene dell’ashram principale di Amma, la sua casa, il luogo dove conduce attività spirituali quasi ogni giorno della settimana. Catturiamo solo un assaggio della vita nell’ashram. È sempre affascinante osservarla durante il darshan. La carica emotiva, sia in lei che in coloro che ricevono, è sempre alta. La sua capacità di offrire amore in questo modo, senza sosta e per lunghe ore, va oltre la semplice comprensione umana e come tale è affascinante. Tuttavia, la realtà della sua presenza è al di là di ciò che può essere trasmesso sullo schermo e per questo motivo questo aspetto di Amma non era al centro del film. Tuttavia, speravo di dare agli spettatori un’idea di com’è l’ashram di Amma, perché è la sua casa, il luogo dove ha iniziato questa grande impresa 68 anni fa. Qui ho potuto utilizzare del bellissimo materiale vintage dell’ashram di Amma e intervistare sua sorella per avere almeno un’idea del passato di Amma. Perché la storia di Amma è iniziata quando era solo una bambina…Ma alla fine è attraverso i racconti delle persone intorno a lei, che l’hanno aiutata a realizzare compiti e progetti apparentemente impossibili, che ho sentito la sua presenza duratura e il suo impatto maggiore. Ciò che siamo in grado di vedere in questo film sono la vera compassione e l’amore in azione: i luoghi materiali, visibili, assistenziali che aiutano l’umanità ogni giorno; e la felicità e la gioia di tutti coloro che lavorano con Amma per crearli. Vivono con uno scopo, felici e liberi; proprio quello che ogni essere cerca nella sua vita. Amma sa come guidare gli altri verso quella destinazione. In questo senso, il film non è un commento sulla spiritualità; è uno sguardo su come la spiritualità può diventare pratica e azione attraverso la compassione e il servizio. E questo è possibile per tutti. Il budget del film è stato il più possibile contenuto grazie al generoso contributo di produttori cinematografici, troupe, montatori, musicisti… Abbiamo girato con gli stessi principi che Amma esemplifica. La maggior parte delle persone coinvolte nel progetto ha incontrato Amma durante i lavori e ha accettato di buon grado di lavorare con me offrendo il proprio contributo. Quindi il film è stato prodotto anche sulla via di Amma e tutti i proventi saranno devoluti alle organizzazioni di beneficenza di Amma. La mia speranza è che gli spettatori che non hanno mai conosciuto Amma guardino questo documentario, imparino quali grandi imprese si nascondono dietro di lei e diventino abbastanza curiosi da voler capire di persona cosa significa viverla. Allora, qual è Amma’s Way? Ognuno ha la sua personale definizione, credo. Per me Amma’s Way è l’unica via da seguire se vogliamo vivere felici, in armonia gli uni con gli altri e con la natura.

Anna Agnelli, Gennaio 2022

ANNA AGNELLI

Nata e cresciuta a Torino, termina il liceo a Oxford per poi ottenere una laurea in Cultura moderna e media presso la Brown University. La sua carriera di regista inizia subito dopo la laurea, nell’estate del 2001, quando scrive e gira il suo primo documentario sull’artista italiano Marco Lodola – “Sinestesie”. Lavora poi nel mondo della pubblicità dirigendo molti spot, video musicali e documentari. Tra le tante aziende con cui ha collaborato ci sono Vodafone, Ducati, Motorola, Credito Italiano, Banca Intesa, Ferrero e Mini-BMW. Il talento principale di Anna è sempre stato quello di lavorare con attori non professionisti: si è sempre trovata a proprio agio nel raccontare la realtà attraverso la realizzazione di documentari. Cruciale per lei è occuparsi di contenuti che vadano oltre l’aspetto commerciale, dedicandosi a progetti sociali come una serie di pubblicità per la sicurezza stradale o progetti culturali come una serie di interviste a 10 grandi architetti contemporanei come Oscar Niemeyer per PIRELLI Rivista RE e INTERNI. Anna continua a esprimere i suoi talenti tra documentari e film, non solo nella regia, ma anche nell’ambito della produzione. La sua attenzione si concentra ora solo su progetti che possono aiutare ad aumentare la consapevolezza globale su grandi temi spirituali, ecologici e umanitari.

Walter Nicoletti
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