Arte – Mostre: Personale di Camilla Filippi Psychedelic Breakfast

CAMILLA FILIPPI

Psychedelic Breakfast

 

a cura di Renato Corsini

La mostra è inserita nel programma ufficiale del BRESCIA PHOTO FILM FESTIVAL

VERNISSAGE: MA.CO. martedì 7 marzo 2017 h. 20.30

La mostra prosegue fino a domenica 4 giugno

 

Grande attesa per il ritorno della mostra più surrealista degli ultimi anni:

Sarà Brescia, la città Natale di Camilla Filippi ad ospitare Psychedelic Breakfast: Torna a distanza di due anni una nuova selezione di cinquanta opere, tra cui spicca Maternity in cui Camilla Filippi si ritrae esprimendo emozioni e stati d’animo impersonando celebri icone del mondo del cinema, politica, musica, sport e non solo.

 

“Sono emozionata per questa mostra e per il contesto in cui sarà presentata perché il mio lavoro è una sorta di diario emotivo, intimo e personale e mostrarlo nella mia città Natale gli conferisce una maggior profondità” racconta Camilla Fillippi e prosegue “Credo oltretutto che in questi ultimi anni Brescia stia vivendo una rinascita culturale forte, abbia capito in quale direzione andare per contrastare in parte questa crisi economica, valorizzando il nostro territorio, le nostre risorse culturali e le varie identità che la animano, ed essere parte di questo cambiamento mi riempie di gioia e orgoglio.”

 

Il Brescia Photo Festival è un’iniziativa di Brescia Musei, di cui il direttore è Luigi Corato

Con il MA.CO. centro della fotografia di cui il direttore artistico è Renato Corsini.

L’evento che è patrocinato dal Comune di Brescia e dalla fondazione ASM, si svolgerà nelle due sedi principali, il museo di Santa Giulia e presso il MA.CO.

 

Camilla Filippi. Attrice. Artista visiva.

Decine di personaggi, interpretati durante la prima colazione, stando seduta in cucina con una tazza di mano. Camilla ha ideato il suo diario in forma fotografica evolvendo l’anima di Instagram e ridefinendo i ruoli tra cinema e arte visiva. Ritratti nati per il web, cresciuti nell’unicum della stampa fotografica. Un’attrice e il suo trasformismo per un diario ossessivo di ritratti quotidiani.

Una parete in cucina. Un tavolo. Una tazza. E una camera fotografica. Senza fronzoli e trucchi digitali.
Solo un corpo e le sue molteplici identità. Le sue invenzioni. I suoi atti poetici. Davanti a noi: una donna e i suoi gender. Sempre con una tazza in mano. Una donna, con le sue rivelazioni.

Camilla, come altre attrici della sua generazione, s’interrogava da tempo sul ruolo linguistico dei social network, sul modo giusto di sfruttare l’onda fotografica dei media sul web. Cercava un senso dentro il margine astratto di Instagram, un’azione oltre la pura promozione.

Non più l’attrice che mostra la persona ma una persona che reinventa le radici e i frutti di uno, cento, mille ruoli d’attrice. Uno scatto, una condivisione, una stampa, un’esposizione: l’inconsapevole leggerezza dell’essere artista.

Un processo che nasce nell’istante in cui si accende la giornata: la prima colazione.
Seduta al tavolo della cucina, usando esclusivamente i propri spazi e un merzbau di oggetti utili, Camilla si posiziona per lo scatto con la sua tazza in mano. Frontale. Al centro dell’inquadratura. E il pensiero corre rapido a Cindy Sherman, Yasumasa Morimura, Luigi Ontani.

Si scomodano i maestri riconosciuti di un metagenere, la fotografia narcisistica, che così tanto ci dice sull’impatto demiurgico della creazione. Indietro scomodiamo anche Tintoretto e Rembrandt, quel narciso specchiante che riportava l’universale pittorico nel margine stretto del vissuto personale. Ritrarsi e plasmarsi come creta a presa rapida.

Camilla Filippi sceglie i personaggi da “indossare”, aggiungendo una frase puntuale che definisca le strategie narrative del ritratto.

Mancava un’attrice che costruisse un ruolo così complesso, indefinibile, concettualmente evoluto. Un ruolo che la vedesse ancora attrice ma in maniera diversa, nella compressione del singolo attimo, nella definizione muta di un’emotività fotografica ad alto cabotaggio iconico.

Contestualmente a questo progetto Camilla Filippi continua la sua carriera di attrice.

L’8 marzo sarà presentato a Bologna Paura non abbiamo per la regia di Andrea Bacci, documentario in cui Camilla è la voce narrante racconta l’Italia degli Cinquanta attraverso le lotte per i diritti delle donne e del lavoro. Prossimamente la vedremo nella seconda serie di Tutto può succedere2 remake di Parenthood per la regia di Lucio Pellegrini e Alessandro Angelini prodotto da Cattleya per Raiuno.

Walter Nicoletti
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