E’ in corsa per il prestigioso David di Donatello 2022 “Preludio”  l’opera della regista Stefania Rossella Grassi che con Tommaso Scutari ha scritto e diretto.

Gli spettacolari abiti di scena sono disegnati e realizzati dalla Stilista delle Star, la Fiorentina Cinzia Diddi.

Nel film, a interpretare l’ossessione maschile è Alessandro Haber; le altre voci narranti e gli altri interpeti sono: Isabella Rossellini, Franco Nero, Anna Kanakis, Alessio Boni, Daniela Giordano, Corinne Clery, Serena Grandi, Demetra Hampton, Elisabetta Pellini, Cinzia Diddi, Corrado Solari, Karla Gascon, Holly Irgen, Youma Dakite, Ermelinda Maturo, Barbara Kal, Martina Marotta.

Il “Preludio” è infatti il segnale che una donna deve assolutamente cogliere prima che la situazione volga all’irreparabile.

Difficile denunciare, difficile uscire da una trappola “mortale”. Chi non c’è passato non può sapere.

Cinzia Diddi dedica la sua partecipazione a “Preludio” a tutte le donne vittime di violenza, in particolare alla concittadina Elisa Amato, scomparsa per mano del giovane ex fidanzato.

La stilista Cinzia Diddi oltre ad essere colei che ha disegnato e realizzato gli abiti di scena nel corto contro la violenza sulle donne, ci  ha messo anche la sua “faccia”.

Nel cast colmo di attori importanti c’è anche la pratese Cinzia Diddi. Attori che in silenzio urlano l’ingiustizia del femminicidio

Intervista a Cinzia Diddi 

Sono suoi gli abiti di scena, a cosa si è ispirata?

Mi sono ispirata alla bellezza delle donne, quella esteriore ma soprattutto interiore.

Ogni donna è unica e bellissima!!!

Gli abiti sono preziosi tanto quanto lo sono le donne.

Gli abiti sono colorati come l’anima delle donne.

Gli abiti sono brillanti tanto quanto è brillante il cuore delle donne.

I parallelismi sono molti.

Cosa pensa di questa piaga sociale?

Sono molti anni che ho sposato la causa, la mia lotta contro il femminicidio è assoluta e totale. Molte donne vivono in silenzio ciò che poi le porterà alla morte, eh già , perché anche quelle che sopravvivono muoio, muoiono dentro. Muore la loro personalità, muore la loro dignità, muore la loro indipendenza, muore la loro allegria, muore la loro voglia di vivere, ma per senso di pudore e per desiderio di farsi forza per la voglia di continuare a combattere per vergogna non raccontano, fanno finta di stare bene, che non stia accadendo nulla di così catastrofico e quando dopo un lungo percorso arrivano a “denunciare” magari dopo anni di soprusi , non vengono credute.

Esatto non vengono credute.

Ti imbatti in persone che credono di capire come una donna vittima di violenza possa essere stata e la prima domanda che fanno è: Ma non potevi denunciare prima?!

Ne parla con molto trasporto, lei è molto sensibile al tema?

Ci sono donne che nessuno avrebbe mai detto essere vittime di violenza  poiché mostrano il sorriso e non le ferite, quelle dell’anima non si vedono, ammiro la forza delle Donne.

Foto di scena: Thomas Capasso

Walter Nicoletti
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