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Il Teatro di Roma celebra la figura e la vita di Dante Alighieri nell’anno dedicato ai 700 anni dalla sua morte con il progetto DANTE A MEMORIA “Perché di lor memoria sia”, per avvicinarsi al sommo poeta attraverso le tracce della sua opera che restano vivide nella nostra lingua e nel nostro immaginario collettivo, frutto di un pensiero che ancora oggi non smette di parlarci.

Con il contributo e la collaborazione del Comitato nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il Teatro di Roma si unisce agli eventi in corso proponendo un percorso alla ricerca dei segni della sua presenza oggi e per riscoprirne la figura attraverso gli aspetti che più toccano la vita del teatro: il linguaggio artistico e il dialogo con le nuove generazioni.

A partire da domenica 2 maggio Dante a memoria inizierà il suo percorso, attraversando la stagione teatrale con la prima delle tre lectio affidate a studiosi e conoscitori del patrimonio dantesco; per proseguire poi con l’impresa performativa di Giorgio Colangeli e con le attività laboratoriali a cura del Laboratorio Piero Gabrielli.

Il viaggio dantesco prende il viacon il ciclo Le parole di Dantetre lectio che vedranno alternarsi i contributi di studiose e studiosi, autori e autrici, docenti, introdotti dall’autore Paolo Di Paolo, con un programma musicale concepito da Roma Tre Orchestra e ispirato alle tre cantiche della Commedia, in streaming sui canali social domenica 2 maggio e in presenza dal Teatro Argentina 9 maggio e 13 giugno (ore 11).

Tra excursus storici, collegamenti con il presente, espressioni e modi di dire che ancora oggi ritroviamo nel nostro parlare, le lectio accompagneranno nel cuore dell’opera, osservando la sua lingua attraverso tre temi centrali: nell’Inferno si seguiranno le tracce del “Diavolo” con i contributi di Lina Bolzoni, sulla secolare fortuna delle immagini infernali fino ad arrivare a Primo Levi e Peter Weiss, e Giulio Ferroni, sulle diverse figure diaboliche a partire dal repertorio di “mostri” dei modelli antichi, con l’intervento musicale del violino Flavia Costa (2 maggio); nel Purgatorio si andrà alla ricerca del Perdono con Filippo La Porta, che indagherà la tensione irrisolta fra amore e giustizia, e Maria Giuseppina Muzzarelli, che si addentrerà nei lussi e nelle fogge scandalose della moda al tempo di Dante, con il contributo musicale di Angelo Maria Santisi al violoncello (9 maggio); infine nel Paradiso si contemplerà la Beatitudine con Luca Serianni, che rifletterà sulla rappresentazione della beatitudine nella Commedia attraverso i suoi personaggi, e Claudio Strinati, che si concentrerà sulle illustrazioni di Sandro Botticelli della maggiore opera dantesca, con un intervento musicale del violoncello di Marco Simonacci (6 giugno).

In ogni incontro Paolo Di Paolo dedicherà uno spazio alla straordinaria eredità linguistica dantesca nel parlato dell’italiano contemporaneo attraverso un’analisi dei modi di dire.

Dante a memoria continua il suo percorso in presenza dal Teatro Argentina con L’impresa fantastica dell’attore Colangeli, sette incontri in un doppio appuntamento fra mattina e pomeriggio affidati a Giorgio Colangeli, tra i pochissimi ad aver imparato l’intera Divina Commedia a memoria, che dedicherà due performance a Inferno Purgatorio – rispettivamente lunedì 10 e martedì 11 maggio (ore 10.30 I parte e ore 18 II parte)  e tre al Paradiso – mercoledì 12 maggio (ore 10.30 I parte e ore 18 II parte) e giovedì 13 maggio (dalle 18 III parte). Inoltre, già dal mese di marzo in undici scuole del territorio cittadino è attivo il progetto teatrale e musicale dedicato al Purgatorio dal titolo Per correr miglior acque alza le vele, curato da Roberto Gandini e da sei attori e attrici – Roberto Baldassari, Jessica Bertagni, Maria Teresa CampusSimonetta Graziano, Lorenzo Parrotto Tiziana Scrocca – nell’ambito del Laboratorio Teatrale integrato Piero Gabrielli,che coinvolge circa 300 ragazzi/e oltre che docenti e artisti/e, con restituzione finale il 3 giugno al Teatro Argentina, con la collaborazione musicale di Roberto Gori e di Massimo Massara Sigillò per la parte corale, di Alessandro Arfuso per il testo e di Loredana Spadoni per le scene e i costumi.

Walter Nicoletti
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