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In arrivo 32 miliardi finanziati in deficit, di cui 11 miliardi destinati alle imprese e ai professionisti, compresi gli stagionali, maggiormente danneggiati dalle chiusure. Quasi 5 miliardi per il piano vaccini

Il Consiglio dei ministri, nella tarda serata di venerdì 19 marzo, ha approvato il decreto legge contenente le «Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid 19», il cosiddetto Decreto Sostegni.
Trentadue miliardi. A tanto ammontano i fondi stanziati in deficit nel decreto Sostegni, per aiutare la ripresa del paese. Di questi, circa 11 miliardi destinati alle imprese e ai professionisti maggiormente danneggiati dalle chiusure predisposte negli ultimi tre mesi. Quasi 5 miliardi andranno invece al piano vaccini.
Il testo del nuovo decreto, approvato venerdì 19 marzo dal Consiglio dei ministri, prevede una suddivisione delle misure, messe in atto in base a 5 aree di intervento: sostegno alle imprese e all’economia, disposizioni in materia di lavoro, misure in materia di salute e sicurezza, aiuti agli Enti territoriali e altre disposizioni “urgenti”, dal trasporto pubblico locale alle attività didattiche.
Per gli aiuti alle imprese sono previste cinque fasce di ricavi con percentuali differenziate di «sostegno» economico: dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi.
«Siamo consapevoli che si tratta di un intervento parziale e per questo» c’è l’ipotesi di «un secondo stanziamento in occasione della presentazione del Def», ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa, illustrando il nuovo decreto. I pagamenti a imprese, autonomi, partite Iva ammontano a 11 miliardi complessivi: «Abbandono dei codici ateco e velocità dei pagamenti – ha promesso Draghi – L’Ufficio delle Entrate metterà a disposizione una piattaforma per i pagamenti a fine mese, i pagamenti inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda, quindi 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile».

La riunione del nuovo governo a Palazzo Chigi era stata convocata per le 15, ma l’appuntamento è slittato di ora in ora, per poi cominciare poco prima delle 19 (con oltre tre ore di ritardo).
La discussione era incagliata sul nodo delle cartelle esattoriali. Il condono sulle cartelle esattoriali, dopo il confronto serrato (M5s. Lega e Forza Italia puntavano alla cancellazione integrale del magazzino fiscale), si delinea così: confermata la soglia di 5.000 euro per le cartelle da stralciare, ma solo per il periodo 2000-2010 (anziché 2000-2015). La cancellazione delle tasse arretrate si può chiedere solo con un reddito Irpef che non superi i 30 mila euro. L’intesa sul tema della cancellazione delle cartelle prevederebbe anche l’introduzione del dl della riforma della riscossione chiesta dalla Lega. E dovrebbero arrivare anche 300 milioni per la decontribuzione lavorativa degli agricoltori, misura chiesta da Forza Italia.

Vediamo, allora, nel dettaglio quali sono le voci principali del nuovo decreto.

Pace fiscale: come funziona il maxi condono sulle cartelle esattoriali

Il pacchetto di norme e condoni fiscali presente nel decreto si è finalmente delineato dopo tante bozze circolate. Ecco quindi come vengono cancellati i piccoli debiti contratti dagli italiani, professionisti compresi, nei confronti dello Stato.Il provvedimento prevede la cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 5 mila euro relative al periodo 2000-2010 (prima si prevedeva un orizzonte temporale di 15 anni, dal 2000 al 2015), rottamazione di avvisi bonari e altre misure. Lo stralcio abbatte parte della giacenza di atti «in attesa» del magazzino delle Entrate, ma è riservato solo ai redditi inferiori ai 30 mila euro.

«È chiaro che sulle cartelle lo Stato non ha funzionato, uno Stato che ha permesso l’accumulo di milioni e milioni di cartelle che non si possono esigere: bisogna cambiare qualcosa». Non ha usato giri di parole il premier Mario Draghi per spiegare, in riferimento allo stralcio delle cartelle che è stato deciso, che nel decreto Sostegni ci sarà anche «una parte che prevede una modifica della riscossione, una piccola riforma della riscossione, del controllo e dello scarico» delle cartelle. «Senza – spiega – in un paio di anni avremmo avuto ancora milioni di cartelle da dover esigere».

I «sostegni» per le imprese: le 5 fasce di ricavi e gli aiuti

Con il nuovo decreto, cambia il meccanismo dei «ristori», che ora si chiamano «sostegni». Lo stanziamento è di circa 11 miliardi a fondo perduto per le aziende fino a 10 milioni di fatturato (prima il tetto era di 5 milioni) che hanno subito perdite per oltre il 30% nel 2020. L’indennizzo (che non può superare i 150 mila euro) questa volta verrà parametrato sulla media della perdita mensile registrata nel raffronto tra 2020 e 2019, moltiplicata per due.
«L’Agenzia delle Entrate stima che 3 milioni di soggetti riceveranno in media 3.700 euro», ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto Sostegni, fornendo al stima della platea dei contributi a fondo perduto per le partite Iva.

La ripartizione sarà fatta in base a 5 fasce decrescenti all’aumentare del fatturato: un indennizzo del 60% per le imprese con fatturato fino a 100 mila euro, del 50% per quelle tra 100 mila e 400 mila euro, del 40% tra 400 mila e 1 milione, del 30% tra 1 e 5 milioni e, infine, del 20% per quelle con fatturato tra i 5 e i 10 milioni di euro. L’Agenzia delle Entrate ha calcolato che il ristoro medio per le imprese della prima fascia sarà di 2.000 euro, per quelle della seconda fascia di 5.000 euro. In media, 3 milioni di soggetti interessati otterranno in circa 3.700 euro.
La novità assoluta riguarda il criterio con cui questi aiuti sono stanziati: non più sulla base dei codici Ateco. Di fatto, chi aveva già ottenuto i ristori 1, 2 e 3 (per esempio chi ha un bar o un ristorante), ora – non più vincolato dai codici Ateco – avrà un’indennità extra. Chi, invece, era stato finora escluso (per esempio il fornitore di un bar), avrà finalmente il “sostegno”.
A breve dovrebbe essere pronta la piattaforma per gli indennizzi e l’avvio dei pagamenti è previsto tra l’8 e il 10 aprile. E proprio entro aprile si punta a concludere l’erogazione per tutte le domande presentate.

Bonus partite Iva, stagionali e autonomi

Il decreto Sostegni introduce gli aiuti alle imprese e ristori alle partite Iva, che potranno chiedere i contributi a fondo perduto in base alla differenza di fatturato effettivo tra il 2020 e il 2019. Gli autonomi iscritti agli Ordini professionali entrano per la prima volta nel sistema generale di aiuti. Una platea che secondo le stime del governo coinvolgerà circa 800 mila professionisti, iscritti alle gestioni separate delle diverse Casse previdenziali.
Il bonus partite Iva, dovrebbe arrivare nel mese di aprile, come ha promesso Draghi, assieme a una nuova piattaforma telematica per chiedere i sostegni, e consisterebbe in un indennizzo una tantum fino a 3 mensilità per 3.000 euro complessivi.
Un’indennità una tantum per i lavoratori stagionali e dello spettacolo (senza partita Iva) di 2.400 euro.

Blocco licenziamenti

Per quanto riguarda il «pacchetto lavoro», si lavora al blocco dei licenziamenti generalizzato fino al 30 giugno per poi passare ad un regime selettivo.
Sul versante degli ammortizzatori, chi ha la Cigo dovrebbe passare al regime ordinario. La possibilità per questi settori sarebbe di uno sblocco ad ottobre mentre per chi non ha strumenti ordinari potrebbe esserci un prolungamento della Cig Covid. Questo prolungamento potrebbe arrivare a fine anno con il collegato blocco dei licenziamenti. La questione dei tempi è comunque legata al varo della riforma degli ammortizzatori sociali.

Cassa integrazione

Il decreto proroga la cassa integrazione, già utilizzata nel 2020, anche per il 2021. Nella causale per la richiesta si potrà indicare ancora fino alla fine dell’anno la causale “Covid-19”. La misura vale 3,3 miliardi di euro.

Naspi

La Naspi dovrebbe essere prorogata di due mesi, tenendo conto della disponibilità delle due mensilità dell’indennità richiesta per il 2020 e per i primi mesi del 2021.

Reddito di cittadinanza e navigator

Per il reddito di cittadinanza il finanziamento potrebbe aumentare di un miliardo parallelamente all’aumento della platea. In questo ambito rientra anche il tema della proroga fino a fine anno per i navigator. Il reddito di emergenza verrebbe allargato inserendo anche un parziale ristoro per l’affitto, e si discute di un sussidio analogo per i soggetti ai quali è scaduta la Naspi. Potrebbe rientrare nel decreto anche la possibilità per i percettori del Reddito di cittadinanza di lavorare temporaneamente, sospendendo il beneficio del sussidio, senza subire la perdita o la riduzione dell’assegno.

Il contratto dei navigator, in scadenza al 30 aprile 2021 è prorogato fino al 31 dicembre 2021. Nel decreto Sostegni nel quale si precisa che il servizio prestato «costituisce titolo di preferenza nei concorsi pubblici banditi dalle Regioni e dagli enti ed agenzie dipendenti» dalle Regioni stesse.

Lavoratori fragili

Il decreto porta novità sulle agevolazioni fiscali per l’assunzione di lavoratori fragili (con uno stanziamento da 100 milioni). «Con il Decreto Sostegni appena approvato dal governo sono state inserite nuove tutele a favore dei lavoratori con fragilità – afferma, in una nota, il ministro per le Disabilità Erika Stefani – Ho insistito affinché, oltre alla proroga delle precedenti misure, scadute il 28 febbraio, e che assimilano le assenze per lavoro a quelle per ricovero ospedaliero, i periodi di assenza non siano computati ai fini del periodo di comporto (il periodo in cui permane il diritto alla conservazione del posto di lavoro), e non incidano ai fini dell’erogazione dell’indennità di accompagnamento. Due misure che aggiungono tutele per l’occupazione, salvaguardano i diritti e proteggono il futuro, soprattutto in questo periodo di particolari difficoltà, causa pandemia».

Il pacchetto salute e sicurezza: 2,8 miliardi per i vaccini

Lo stanziamento sale a 2,8 miliardi di euro per i vaccini e i farmaci per la cura del Covid-19. Lo prevede il dl Sostegni in cui sono previsti 2,1 miliardi per l’acquisto di vaccini e 700 milioni per l’acquisto di farmaci per la cura di pazienti Covid. Inoltre, 400 milioni sono riservati alla gestione commissariale dell’emergenza, 200 milioni per l’avvio della produzione dei vaccini in Italia e 350 milioni sono destinati a coinvolgere nella campagna vaccinale medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale. Per i Covid Hospital sono previsti 51,6 milioni, per cui si provvede con scostamento di bilancio.

Via libera a vaccini anche da farmacisti

Vaccini nelle farmacie da parte dei farmacisti. La somministrazione, sperimentale per il 2021, avverrà con farmacisti appositamente formati. Lo prevede il dl sostegni che destina complessivamente a vaccini e cure anti-Covid oltre 4,5 miliardi: 2,1 miliardi per l’acquisto di dosi, 700 milioni per i farmaci, 1,4 miliardi per i compiti del Commissario (stoccaggio, logistica, campagne di informazione), 345 milioni per il coinvolgere più medici possibile, 50 milioni come remunerazione aggiuntiva delle farmacie. Altre voci, come le agevolazioni per la riconversione industriale alla produzione di vaccini, non sono ancora quotate.

Contratti termine senza causale fino al 31 dicembre 2021

La possibilità di rinnovo o proroga dei contratti a tempo determinato senza la necessità di indicare la causale, per un periodo massimo di dodici mesi e per una sola volta, viene estesa dal 31 marzo al 31 dicembre 2021. Lo prevede il decreto Sostegni, mantenendo ferma la durata massima complessiva di 24 mesi.

Pacchetto famiglia

Mentre gran parte dell’Italia tornava “rossa”, venerdì 12 marzo veniva approvato lo stanziamento di 290 milioni di euro per assicurare il diritto al lavoro per chi ha figli in didattica a distanza o in quarantena. Chi svolge attività che non consentono lo smart working si vedrà così riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari. «Il congedo l’ho voluto retroattivo dal primo gennaio», ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, specificando che « può essere preso in modo alternato da entrambi i genitori per evitare che l’impegno ricada solo su uno, quasi sempre la donna». Ma c’è di più. Per le partite Iva, i lavoratori autonomi (vi rientrano i liberi professionisti, gli artigiani e i piccoli imprenditori), i sanitari e le forze dell’ordine è stato reintrodotto il bonus baby sitter fino a 100 euro a settimana.
Inoltre si prevede un potenziamento degli asili nido, che va ad aggiungersi al già presente bonus Inps. Le famiglie possono chiederlo se si trovano in difficoltà economica con figli minori di 3 anni, per il pagamento delle rette.

Scuola, 300 milioni per igiene e assistenza psicologica

Il decreto Sostegni destina alla scuola 150 milioni per il 2021. Risorse che, in base alla bozza, serviranno per acquistare prodotti per l’igiene ma anche per l’assistenza pedagogica e psicologica degli studenti e degli insegnanti. I fondi dovranno essere utilizzati anche per l’inclusione degli alunni disabili e per servizi medico-sanitari per supportare le scuole: dai test diagnostici facoltativi al contact tracing. Il decreto dispone l’assenza «giustificata» del personale scolastico docente, amministrativo, tecnico e ausiliario per la somministrazione del vaccino. L’assenza non determina alcuna decurtazione dello stipendio.
Oltre ai 150 milioni per gli aspetti più sanitari, il decreto sostegni stanzia per la scuola altrettanti 150 milioni per «potenziare l’offerta formativa extracurriculare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività e della vita di gruppo delle studentesse e degli studenti anche nel periodo che intercorre tra la fine delle lezioni dell’anno scolastico 2020-2021 e l’inizio di quelle dell’anno scolastico 2021-2022». Lo si legge nella bozza del dl in arrivo al cdm.
Il dl sostegni prevede quindi nek complesso 300 milioni per sostenere le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza sanitaria, sia per l’acquisto di strumenti e della predisposizione di servizi per la sicurezza di studenti e personale, sia nello sviluppo di attività per potenziare l’offerta formativa, il recupero della socialità, il consolidamento degli apprendimenti. Sono risorse che saranno gestite dal Ministero dell’Istruzione. «Il governo – dice il ministro Patrizio Bianchi – ha riconosciuto, dentro un provvedimento che mette in campo interventi dello Stato a favore della ripresa del Paese, l’importanza strategica della scuola».

Smart working

Come detto, i 290 milioni di euro stanziati per i nuovi congedi parentali con causale Covid ripartono dal 1° gennaio 2021. La norma, voluta della ministra Bonetti, è stata pensata tenendo conto delle nuove chiusure iniziate il 15 marzo e legate all’aumento dei contagi. Nel decreto viene stabilito che tutti i lavoratori dipendenti, sia del pubblico che del privato, hanno diritto a chiedere lo smart working per rimanere a casa con una retribuzione piena. Scendendo nel dettaglio, ha diritto a richiedere lo smart working ogni lavoratore dipendente con figlio convivente minore di 16 anni (prima era fino a 14 anni), alternativamente all’altro genitore, fino al 30 giugno 2021. Secondo questi lassi di tempo:
* Per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
* Per tutta la durata dell’infezione da Covid-19 del figlio;
* Per la durata della quarantena del figlio disposta dall’Asl.

Congedo parentale

In alternativa allo smart working, i genitori possono accedere al congedo parentale con una retribuzione al 50 per cento (al momento le due misure sono incompatibili: dunque a chi è in lavoro agile è precluso il congedo). Questa misura è riservata a tutti i lavoratori dipendenti con figli minori di 14 anni. Ha diritto di richiedere il congedo anche chi ha figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni, ma in questo caso senza retribuzione. Per il genitore che resta a casa c’è il divieto di licenziamento e la conservazione, dunque, del posto di lavoro.

Bonus baby sitter

Nel primo lockdown il Bonus baby sitter valeva 600 euro (incrementato a 1.200 euro per alcune fasce professionali, come operatori della sanità e forze dell’ordine) e venne esteso anche ai nonni purché non conviventi. Nel decreto legge Covid n. 30 del 13 marzo è stato reintrodotto per i genitori che hanno figli in didattica a distanza, ma solo per determinate categorie di lavoratori.
Possono beneficiare del bonus:
* i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps; * i lavoratori autonomi non iscritti all’Inps;
* il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica;
* i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori socio-sanitari

. I genitori di figli conviventi minori di anni 14 possono scegliere la corresponsione di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 100 euro settimanali. Il bonus può essere richiesto per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza, alla durata dell’infezione da Covid del figlio o alla durata della quarantena del figlio disposta dall’Ask.

Un miliardo per la cultura e 2.400 euro di bonus ai lavoratori dello spettacolo

«Il decreto legge Sostegni, varato oggi dal Consiglio dei Ministri, contiene importanti misure per il mondo della cultura, che aggiungono oltre un miliardo di euro alle risorse finora stanziate per sostenere un settore duramente colpito dalla pandemia. Spettacolo, cinema e musei sono in grande sofferenza per la perdurante chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio e meritano ogni sostegno, perché esprimono parte notevole della nostra identità». Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha commentato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del provvedimento che introduce nuove misure di sostegno in favore della cultura.
In particolare, con oltre 200 milioni di euro, verrà devoluta una indennità straordinaria di 2.400 euro per tutti i lavoratori dello spettacolo, con una platea di beneficiari allargata. Oltre agli artisti e maestranze con almeno sette giornate lavorative e un reddito inferiore ai 35.000 euro, saranno interessati anche coloro che, con almeno trenta giornate lavorative, abbiano un reddito inferiore ai 75.000 euro, a differenza delle precedenti erogazioni in cui il reddito massimo ammesso a contributo non doveva superare i 50.000 euro.
Inoltre 400 milioni di euro andranno ad alimentare i fondi di emergenza esistenti, secondo questa ripartizione: 80 milioni di euro verranno destinati al sostegno dei musei statali, 200 milioni di euro al fondo di parte corrente per il sostegno del cinema e dello spettacolo e 120 milioni di euro al fondo per il sostegno delle imprese e delle istituzioni culturali. Queste risorse potranno fornire ulteriore sostegno a operatori e lavoratori di questi settori. È stata poi prorogata fino al 31 dicembre 2021 la sospensione delle procedure autorizzative da parte delle Soprintendenze per tavolini di bar, caffetterie e attività di ristorazione. Nell’insieme delle misure a sostegno della cultura, infine, vanno annoverate la quota parte degli 11 miliardi di euro stanziati in favore delle partite IVA destinata a operatori e lavoratori autonomi del settore e la proroga delle diverse forme di cassa integrazione, che andranno al sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti del comparto culturale e dello spettacolo. Tali risorse portano l’ammontare complessivo degli interventi per la cultura contenuti nel decreto approvato oggi dal Cdm a oltre un miliardo.

Fondo montagna

Per evitare il fallimento degli impianti sciistici e delle aziende del settore (dai maestri di sci all’indotto) il decreto prevede un fondo montagna (si parla di 700 milioni di euro) riservato ai titolari di strutture di montagna, impianti da sci e attività turistiche, ovvero quelle attività che si sono completamente fermate durante tutta la stagione invernale. I benefici andranno anche ai maestri di sci.

Fondo taglia affitti: 50 milioni

Sarà incrementato di 50 milioni il fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti per gli immobili nei comuni ad alta tensione abitativa, con il quale è finanziato il contributo a fondo perduto per i locatori che riducono il canone.

Enti locali

Il decreto prevede uno stanziamento pari a 2,5 miliardi dedicato agli enti local. Di questi, 1 miliardo andranno alle Regioni, 800 milioni per sostenere il trasporto pubblico locale, 250 milioni per le regioni a statuto speciale, 100 milioni per le province autonome e le città metropolitane, 250 milioni come indennizzo ai Comuni che hanno perso la tassa di soggiorno.

Un miliardo alle Regioni per spese sanitarie

Un miliardo di euro per rimborsare le spese sanitarie sostenute da Regioni e Province autonome per fronteggiare il Covid nel 2020: è la dotazione del fondo nello stato di previsione del Mef istituito dal decreto Sostegni, secondo la nuova bozza. Nella bozza si precisa che il Dipartimento della protezione civile e il Commissario per l’emergenza hanno richiesto alle Regioni la rendicontazione delle spese sostenute per farmaci, kit, tamponi, ventilatori e altre apparecchiature, e Dpi. La disposizione, chiarisce la relazione tecnica, non ha effetti in termini di indebitamento tecnico

Walter Nicoletti
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