Fase 2: “Chi può uscire il 4 maggio”

Il traguardo del 4 maggio è a un passo. È il giorno in cui la fase uno, quella acuta, dovrebbe terminare. Poi sarà la volta della fase due: quella della convivenza con il coronavirus. Sarà riapertura? Sarà ripartenza? Il dibattito è aperto. Sarà la politica, comunque, a dover decidere. A lei spetta questo onere. La comunità scientifica è divisa, ma tutti sono d’accordo su un punto: riaprire con giudizio e sicurezza.


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Fase due con le mascherine obbligatorie per tutti, è la proposta del virologo, Roberto Burioni. Mentre già Lombardia e Piemonte si attrezzano per una ripartenza con le mascherine obbligatorie, Burioni è tornato sull’argomento dei dispositivi di sicurezza con un tweet. Resta comunque il problema dell’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza che arrivano col contagocce. Le amministrazioni locali cercano di attrezzarsi come possono per ordinarle e distribuirle anche gratuitamente. I cittadini, quando le trovano, spesso devono sborsare cifre astronomiche. La Lombardia guarda avanti e progetta “la nuova normalità” all’insegna della prevenzione, della cura e della programmazione. Dal 4 maggio, la regione chiederà al governo di dare il via libera alle attività produttive nel rispetto delle ormai note “Quattro D”: Distanza (un metro di sicurezza tra le persone), Dispositivi (ovvero obbligo di mascherina per tutti), Digitalizzazione (obbligo di smart working per le attività che lo possono prevedere) e Diagnosi (dal 21 aprile inizieranno i test sierologici grazie agli studi in collaborazione con il San Matteo di Pavia).

Walter Nicoletti
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