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Il momento storico riserva difficoltà a tutti. Non ci sono zone franche dal disagio.

L’evento emergenziale sta mettendo a dura prova la capacità di resilienza di ogni Popolo, e sta portando ovunque a una drammatica lacerazione il tessuto economico e sociale.

Ma ci sono Paesi colpiti da fame, miseria e disperazione più di altri.

Il Brasile, in particolare, vive un’epoca di cronica crisi sanitaria, e, di riflesso, economica, sociale e politica. Più che altrove, sono fortemente colpiti anche giovanissimi e bambini. Già decimate intere generazioni di anziani, depositari della storia e del sapere, con perdita irreparabile di un patrimonio culturale ancora rimesso alla trasmissione orale. A imbrattare le pagine della cronaca internazionale, depressione, solitudine, disperazione, paura, rabbia e morte.

Nell’era della Civiltà, la tenuta dei Popoli non dovrebbe essere rimessa alla ‘fortuna’ di nascere o crescere in luoghi nei quali è permesso curarsi e nei quali il potere economico consente condizioni di vita più agiate e un utile accesso all’informazione.

L’emergenza ha tristemente tolto il velo dall’inaccettabile iniquità nella distribuzione delle opportunità di resistenza, recupero e risalita. Ha dato voce all’egoismo e all’indifferenza.

Ma ha anche insegnato che proprio dai Paesi maggiormente in affanno arrivano più forti i messaggi di speranza e di ottimismo, le testimonianze di sacrificio e i modelli migliori di condivisione e aiuto.

Meritocrazia Italia non può non cogliere nella grave sofferenza del momento un’occasione per lanciare un allarme di solidarietà.

Chiede con forza all’Europa di non restare a guardare e di ridar vigore a quello spirito di cooperazione che rappresenta la più alta espressione del progetto aggregativo che ne ha tracciato le origini. Di fronte a un problema che non ha confini territoriali, si mantengano unità e coesione e si assuma la responsabilità di dar supporto alle maggiori fragilità.

Walter Mauriello

Walter Nicoletti
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