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Intervista a Francesco Fiumarella, Autore e Direttore del “Premio Internazionale Vincenzo Crocitti”

Ciao Francesco! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambino cosa sognavi di fare?

Il piacere è tutto mio in quanto vi reputo dei notevoli professionisti del settore, per questo motivo vi ringrazio molto di questa intervista. Da bambino ho sempre sognato di poter diventare una persona di valore umano e rispettoso delle persone, con l’intenzione di sostenere e aiutare quelle in difficoltà, prendendo sempre come esempio la mia famiglia che durante la mia crescita mi ha sempre insegnato i valori importanti della vita, dall’onesta all’umiltà.

Autore e Direttore del Premio Internazionale Vincenzo Crocitti. Come è nata l’idea e perchè?

L’idea è nata successivamente la mancanza dell’amico attore Vincenzo Crocitti, grandissimo professionista e persona. Insieme al comitato organizzatore dell’evento abbiamo deciso di istituire il Premio con l’intento di ricordarlo, in quanto in questo settore è molto facile dimenticarsi di chi ha lavorato tutta la vita per l’arte e la cultura. Inoltre volevamo dare l’opportunità agli artisti emergenti più nascosti e in difficoltà di essere valorizzati per il proprio lavoro e i professionisti più noti di non essere mai dimenticati. Oltre a questo abbiamo sempre tenuto che l’evento fosse no profit in quanto crediamo che non sia giusto speculare sull’arte e gli artisti meritevoli. Siamo sempre stati contrari alle raccomandazioni, segnalazioni e valorizzare chi è immeritevole. Non ci sono mai piaciuti i “Finti Artisti” che fondamentalmente non hanno una vera passione e pensano semplicemente al raggiungimento del successo il più delle volte con arroganza. Non è nella mia, nella nostra e nella filosofia che aveva Vincenzo Crocitti. Siamo soddisfatti che dal 2013 anno della della prima edizione che il nostro Premio sia diventato tra i più ambiti e importanti a livello Nazionale e Internazionale.. Ma tutto questo grazie ai valori che abbiamo sempre voluto portare avanti, senza aver mai cambiato le caratteristiche dell’evento anche successivamente al successo ottenuto. Questo dovrebbe essere un esempio per chi come noi crede veramente negli artisti.

Credi che l’arte, in tutte le sue forme, abbia uno scopo?

Senza arte non vi è vita, ogni forma d’arte rappresenta uno scopo comune, quello di rendere la nostra esistenza a colori. L’arte è cultura per eccellenza. In questo triste periodo dovuto alla Covid19 risulto essere molto dispiaciuto anche per quello che sta passando il settore artistico, la cultura Italiana non merita tutto questo. Bisognerebbe sensibilizzare molto di più gli artisti e chi detiene il potere dovrebbe riflettere seriamente prima di prendere drastiche decisioni sulla chiusura di questo straordinario settore.

Quanto conta la preparazione per un artista?

Dal mio punto di vista l’arte è un qualcosa che ognuno di noi ha sin dalla nascita, ma poi bisogna trovare il proprio percorso se si vuole entrare in questo mondo lavorativo. Sicuramente la preparazione e lo studio sono fondamentali se si ha l’intenzione di divenire professionisti seri e di valore. Anche perché grazie alla preparazione si ha una caratteristica in più, una totale versatilità in qualsiasi ambito artistico. Come si dice un artista a 360° non si ferma solamente ad un unica potenzialità, ha la possibilità di spaziare.

I tuoi consigli per riuscire a sfondare nel mondo dello spettacolo.

Sicuramente è quello di studiare, prepararsi ed essere sicuri del proprio talento, non bisogna mai perdere la propria dignità e scendere per forza a compromessi, anche se purtroppo in Italia come tutti sappiamo non è assolutamente semplice sfondare nel nel mondo dello spettacolo, per colpa di un sistema sbagliato, dei raccomandati e della meritocraticamente inesistente. Ma detto questo non voglio assolutamente abbattere nessuno, anzi dico sempre di lavorare ugualmente per la propria arte e personale soddisfazione, fortunatamente esistono persone come noi del Premio Vincenzo Crocitti che cerchiamo di valorizzarli e dare un’opportunità. Inoltre come dico sempre, prima o poi il successo svanirà, ma la propria arte rimarrà in eterno.

Il tuo film preferito e perché.

Il mio film preferito è “Arancia Meccanica” di Stanley Kubrick, in quanto l’ho trovato assolutamente geniale e poco capito nel 1971, infatti i cinefili sanno che questo film fu censurato per molti anni perché si pensava fosse pro-violenza, differentemente da quanto voleva raccontarci Kubrick. È un film che ho analizzato accuratamente in ogni sua sfaccettatura. Infatti era totalmente contro la violenza. Inoltre aggiungo che il mio film preferito Italiano è “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, altro film che in pochi hanno capito, ma dal mio punto sempre geniale con una filosofia di vita interessante circa la visione della vita.

Preferiresti cambiare il tuo passato o controllare il tuo futuro?

Del mio passato non rinnego assolutamente nulla e non ho mai pensato di cambiarlo, anche perché tutto ciò che ho fatto nel mio passato sia positivamente o negativamente mi ha portato a diventare ciò che sono e risulto essere contento e soddisfatto della mia persona. Del futuro poco mi interessa, anche perché è inutile divenire come “Nostradamus” nessuno di noi ha la palla magica, quindi lascio ogni cosa agli eventi vivendo giorno per giorno.

Qual è quella cosa che non rimanderesti mai a domani?

Tutto ciò che è possibile fare, non mi piace rimandare le cose se si ha la forza e la possibilità di affrontarle con serenità.

Cosa speri che tutti pensino di te?

Spero semplicemente che le persone che mi vogliono realmente bene mi considerino una persona buona e di cuore, constatando tutto ciò che cerco di fare in ambito artistico e per la valorizzazione e la tutela artistica in generale. Spero solo di risultare agli occhi delle persone una persona semplice e soprattutto umana.

Cosa chiedi alla vita?

Dalla vita chiedo serenità, salute e di darmi sempre la forza fisica e mentale di affrontare qualsiasi situazione, non ho nessuna pretesa, vorrei semplicemente rimanere sempre me stesso. A parte ciò che riguarda me, mi piacerebbe che in futuro la vita di tutti sia migliore e che vinca la solidarietà e l’umanità anche quando finirà questo triste periodo per tutto il mondo.

Walter Nicoletti
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