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Intervista ai “JALISSE”

 

di Roberta Nardi.

 

Alessandra Drusian e Fabio Ricci si conoscono nel 1990 in una casa discografica. Accomunati dalla stessa grande passione per la musica, nel 1994, decidono di formare il duo “Jalisse” prendendo spunto da uno dei personaggi della serie tv “I Robinson”. Partecipano a Sanremo nella sezione giovani nel 1995, entrando nelle selezioni con il brano “Vivo”; di diritto arriva il festival anche nel 1996, al quale i Jalisse si presentano con il brano “Liberami” per poi riuscire a vincere, l’anno successivo, con il brano “Fiumi di parole”. Intanto ad attendere i Jalisse c’è anche l’Eurofestival di Dublino dove conquistano un meritatissimo quarto posto. Per noi è un grande privilegio trovarci a “tu per tu” con i componenti dello storico duo che costituisce una componente essenziale del panorama artistico della grande musica italiana.

Vi proponiamo un’intervista esclusiva proprio per rivivere i momenti straordinari della loro brillante carriera.

Cosa ha rappresentato e rappresenta, ancora oggi, la musica nella vostra vita?

Tutto. Dalla mattina alla sera viviamo di musica, ascoltando e facendo musica, sentendo i giovani cosa propongono e collaborando con loro.

Come ci si sente ad essere vincitori del “Festival di Sanremo” che ricordiamo essere la competizione canora più importante del panorama musicale italiano?

Mah, non c’è uno stato particolare, forse è piu’ forte il sentimento quando vai all’estero e rappresenti la tua terra, la tua cultura ed il tuo popolo.

Cosa ricordate con maggiore entusiasmo, oltre la vittoria, di questa esperienza?

Sicuramente la pressione della stampa e il vortice che ti coinvolge. Da sconosciuti a vincitori siamo arrivati in tutto il mondo, fino ad essere tra i 100 album segnalati da Fred Bronson di Billboard in America.

Quali sono e cosa c’è dietro le iniziative più importanti che avete ideato in Italia?

Dai progetti con gli studenti come Cantautori nelle Scuole, dove aiutiamo loro a esprimere la creatività facendo scrivere testi, musica portandoli al concerto finale sul palco, fino a collaborazioni eccellenti con il Premio Nobel Montalcini, il poeta Younis Tawfik, i detenuti del carcere di Rebibbia con la Fondazione Mike Bongiorno…

A quale dei vostri singoli siete più legati e perché?

Beh sicuramente Vivo, il primo che ha visto i Jalisse in pubblico. Liberami, Fiumi… e Tra Rose e Cielo, una splendida poesia di Tawfik che parla di uomini di pace su una musicalità rock.

Grazie alla giornalista Roberta Nardi e a Natale Pulito per l’intervista. Un saluto affettuoso ai lettori di Voce Spettacolo!

 

 

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Walter Nicoletti
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