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Jake Angeli, lo sciamano italiano che ha guidato la rivolta americana

Si fa chiamare lo “Sciamano di QAnon”. Jake Angeli, 32 anni, l’aspirante attore e performer dal cognome italiano, è uno dei volti dell’assalto di Washington. Assieme all’uomo con i piedi sul tavolo della speaker Nancy Pelosi – quello che in una cartellina ha lasciato scritto “Noi non ci arrenderemo” – lo sciamano vestito da vichingo lascerà sicuramente un’impronta nella giornata più nera della storia d’America degli ultimi decenni.

Angeli, che vive a Phoenix, è un personaggio molto noto negli ambienti dell’ultradestra complottista americana. In prima linea in Arizona nelle manifestazioni contro “l’elezione rubata”, è convinto che il mondo sia guidato da una rete di pedofili che odiano il suo idolo: il presidente Donald Trump. E non manca mai di gridarlo o di scriverlo sui social dove pare abbia un enorme consenso. Qualche mese fa si era già reso protagonista di un’altra protesta durante la quale aveva parlato alla folla esponendo – come sempre – le numerose credenze della setta complottista QAnon.

Jake Angeli è stato il primo ieri a penetrare alla guida di un drappello di suoi “fedelissimi” all’interno dell’aula del Congresso prendendo il posto destinato al vice presidente americano Mike Pence. E non è la prima volta che si presentava vestito in quel modo, meritandosi il soprannome di battaglia. Nel 2020, per esempio, si era reso protagonista di una protesta in Arizona dove ha esposto in maniera convinta le numerose credenze della setta complottista QAnon.

La sua storia recente, come ormai è tradizione, emerge anche dalle sue pagine social. A inizio novembre, per esempio, aveva partecipato alle manifestazioni di Maricopa insieme al noto complottista americano Alex Jones. Poi, il 30 novembre, aveva pubblicato le sue foto durante una “finta udienza” tenuta da Rudolph Giuliani: “Con onore sono tra tanti fantastici patrioti” aveva scritto “gratificato” da centinaia e centinaia di like.

Ma Angeli è solo uno dei tanti personaggi di questa rivolta. La donna morta in Campidoglio, probabilmente uccisa da un proiettile esploso dalla polizia, è la veterana dell’Aeronautica Ashli Babbitt: su Twitter si faceva chiamare CommoashSense e anche lei, secondo qualto ha riferito il marito, era una sostenitrice di QAnon.

Nelle strade di Washington sono stati fotografati i Proud Boys e i Boogaloo, altri gruppi dell’ultradestra ben noti negli Usa, ma anche esponenti dei vecchi Tea Party come Kylie Jane Kremer e leader di gruppi anti-mascherine e negazionisti del Covid. Un mix esplosivo che, davanti a Capitol Hill, è deflagrato nella drammatica protesta che ha incollato tutto il mondo davanti a siti e televisioni.

Walter Nicoletti
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