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L’azione senza precedenti di banche centrali e governi rappresenta un ponte per attraversare la crisi pandemica. Ma la sponda di approdo sarà diversa da quella di partenza: la nuova normalità includerà cambiamenti che abbiamo visto nascere e consolidarsi negli ultimi mesi. Tra questi, il più importante è forse il passaggio di testimone tra Paesi sviluppati e Paesi emergenti, non solo dal punto di vista delle economie, ma anche sui mercati.

LO SLANCIO CINESE

Secondo Maria Paola Toschi, Global Market Strategist di JP Morgan Asset Management, il decennio dei Paesi emergenti e dell’Asia è già cominciato. La Cina, in particolare, è uscita meglio e prima degli altri dalla crisi del Covid-19, ma soprattutto ha ampi margini di crescita. “Basta guardare al Pil pro-capite, ancora molto indietro rispetto a quello americano e dei Paesi europei”, ha spiegato Toschi, ricordando che il governo cinese intende raddoppiare questo valore entro il 2035. Inoltre, i mercati emergenti sono anche molto convenienti dal punto di vista delle valutazioni, e quindi estremamente interessanti nella costruzione dei portafogli. Alcuni asset in particolare, come le obbligazioni cinesi in valuta locale, possono rappresentare un ottimo compromesso tra rendimento e rischio, almeno guardando al loro andamento recente.

UN PONTE VERSO LA NUOVA NORMALITÀ

Nel suo outlook 2021 “Un ponte su acque agitate” (dalla canzone di Simon & Garfunkel “Bridge Over Troubled Water”) la strategist di JP Morgan Asset Management individua proprio nelle valutazioni degli asset la differenza tra questa crisi e quella del 2008: “Oggi partiamo da valutazioni degli asset già elevate, a differenza da quanto era successo nella crisi del 2008. Ma c’è spazio per la selezione dei titoli, non solo su base geografica, ma anche settoriale. Già nell’ultimo mese abbiamo assistito a una rotazione settoriale con utility, banche e industriali che sono tornati al centro dell’attenzione”.

TASSI BASSI PER MOLTO TEMPO

Secondo Maria Paola Toschi, la politica delle banche centrali resterà accomodante ancora per molto tempo poiché “costrette da questa ondata di debito che continuerà ad essere emesso”. Proprio sul debito, evidenzia Toschi, è cambiata la percezione rispetto a qualche tempo fa, con il superamento tra “buoni e cattivi”. Tuttavia, la mole impressionante di debito in circolazione, e i tassi che rimarranno ai minimi per molto tempo, deve portare a riflettere sull’efficacia della composizione dei portafogli e della classica ripartizione 60/40 tra azioni e obbligazioni.

RIVEDERE LA REGOLA DEL 60/40

“Ci sono altre opzioni da considerare per il 40% che solitamente viene destinato alle obbligazioni – spiega Toschi – come un mix più vario di alternativi, come per esempio real estate europeo, macro hedge fund e infrastrutture”. Anche se, spiega Toschi, non bisogna eccedere nel rischio aggiuntivo. Nel suo outlook 2021 l’esperta di JP Morgan Asset Management vede più spazio per l’approccio ESG, favorito anche dalla vittoria di Joe Biden alle presidenziali. Sempre restando negli Usa, secondo Toschi uno dei rischi per il prossimo anno è un aumento dell’inflazione, giudicato “difficile ma non impossibile”.

Walter Nicoletti
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