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Sabato 23 e domenica 24 maggio in prima nazionale al Teatro India di Roma

LA GUERRA GRANDE
Storie di gente comune
liberamente tratto dall’omonimo libro di Antonio Gibelli

drammaturgia Paolo Di Maio

regia Roberto Di Maio

con Stefano Fresi, Piero Cardano, Giulio Cristini, Beatrice Fedi,
Lucrezia Guidone, Rosario Petix, Diego Sepe
ideazione Compagnia DeMix – produzione esecutiva Margherita Laterza
aiuto regia Graziano Molino – disegno luci Paride Donatelli – scene Luca Stadirani
musiche Claudio Cotugno (ATO) – video mapping Federico Spaziani – costumi Giulia Camoglio

Produzione Editori Laterza con il sostegno della
Presidenza del Consiglio – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale
in collaborazione con Teatro di Roma

Il Teatro di Roma accoglie nell’ambito del suo progetto Guerre/Conflitti/Terrorismi, una delle strutture portanti della prossima stagione 2015/2017, La Guerra Grande – storie di gente comune, spettacolo liberamente tratto dall’omonimo libro di Antonio Gibelli (edito da Laterza), in prima nazionale sabato 23 (ore 21) e domenica 24 maggio (ore 18) al Teatro India. Nuova tappa di un percorso di creazione e riflessione che il Teatro di Roma dedica al tema delle guerre e dei conflitti, presenti e passati, che interessano le nostre società moderne.

Lo spettacolo – una produzione Editori Laterza con il sostegno della Presidenza del Consiglio – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, in collaborazione con il Teatro di Roma – racconta la vita quotidiana drammaticamente segnata dall’evento bellico. Storie narrate e racconti vissuti nelle migliaia di lettere che per le prima volta viaggiano massicciamente da e per le città del fronte bellico durante le date delle battaglie più tragiche. Così, la pièce diretta dal giovane regista Roberto Di Maio, porta sulla scena le testimonianze del conflitto di cento anni fa in dialogo con la contemporaneità e con le tecniche dei giorni presenti, in una armonica commistione di stili. Giovani anche gli attori, da Stefano Fresi, Piero Cardano, Giulio Cristini a Beatrice Fedi, Lucrezia Guidone, Rosario Petix e Diego Sepe, insieme in completo equilibrio tra momenti drammatici e situazioni più ironiche e leggere. Un’incursione inusuale nelle vite dei combattenti e delle loro famiglie partendo proprio dalle parole che questi hanno scelto durante il conflitto per lasciare una traccia della propria esistenza e per mantenere vivo il contatto con i propri affetti. A scandire lo svolgimento della trama, anche filmati della guerra (documentari e sequenze cinematografiche tratte dagli archivi dell’Istituto Luce), che accompagneranno la riproduzione della musica dell’epoca con beat elettronici e video-mapping.

Sulla scena incontriamo il Tenente Rossetti (Stefano Fresi), maestro da civile, ufficiale al fronte durante il primo conflitto mondiale, ha alle sue dipendenze il giovane soldato Manzi (Giulio Cristini). Al suo ufficio di Bologna viene affidato il controllo di tutte le lettere da e per le trincee. Il suo lavoro lo porterà nelle vite dei ragazzi al fronte, nelle case dalle loro donne, madri o mogli, lasciate sole ad occuparsi di tutto. Leggerà le parole di Amedeo (Rosario Petix) che scrive le lettere a sua moglie Gemma (Lucrezia Guidone). Vivrà le loro ansie, le loro speranze, i loro dolori. Vedrà nascere l’amore tra Giovanni (Piero Cardano), giovane soldato, e Rosa (Beatrice Fedi), crocerossina partita volontaria. Scontrandosi con Don Alfonso (Diego Sepe), scoprirà la durezza della Guerra passando dall’entusiasmo interventista ad un sempre più convinto sostegno delle ragioni pacifiste. La Guerra stravolge e travolge tutto. La sua crudeltà non è mai una soluzione. La pace resta sempre l’unica vera vittoria, ora come cento anni fa.

Walter Nicoletti
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