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LE INTERVISTE D’AUTORE a cura di Carmen Minutoli: Victor Quadrelli

“Ringrazio l’ imitatore cabarettista e showman Victor Quadrelli  per avermi concesso questa esclusiva  intervista per la mia Rubrica.

Victor è nato nel 1990 a Bogotà (Colombia). Fu adottato nel 1992, arrivando in Italia precisamente a Rimini. Artisticamente  la sua attività ebbe inizio nel 2009 con il personaggio del barista romagnolo Simone Sissiroli. Nel Settembre del 2017  dichiara di essere stato abbandonato dalla sua famiglia adottiva italiana poiché non condividono la sua scelta artistica ovvero non vogliono che Victor faccia il comico.  Adesso vive a  Roma “La capitale, per me la cittá piú bella del Mondo” -afferma Victor – con l’obiettivo di dover realizzare il suo sogno.  Negli ultimi anni sembra che qualcosa si stia muovendo; per il suo innato talento ha ricevuto il “VINCE AWARD” e tante nuove situazioni artistiche sembrano aprirsi. Ad Maiora!

Ai lettori di Voce Spettacolo apprezzare Victor Quadrelli che  qui ha svelato un po’ del suo non facile vissuto.

VICTOR QUADRELLI: come ti definisci?

 Mi definisco unico in quanto molti lo sono. Purtroppo un bella fetta della cosiddetta società è un gregge che non pensa con la propria testa ed è spesso priva di personalità. Non amo le etichette, quindi sono semplicemente Victor.

Come procede il tuo vissuto artistico e lavorativo?

Come sempre continuo con i miei video che si dividono tra imitazioni varie, sketch preparati e cose improvvisate. Ogni tanto mi scrive qualcuno per una collaborazione web (comici, creators, tiktokers, ecc) e varie occasioni di vetrina, purtroppo, sempre saltuarie e brevissime (la più lunga credo sia stata l’esibizione a “Italia’s got Talent”).

E come semplice persona?

Agli antipodi dell’artista che sono. Vedo e vivo molta incoerenza nella realtà quotidiana: mi fermano in continuazione ovunque (dovrei fare “Vita da Victor”, anche a me hanno chiesto un selfie al cimiter); chi vuole la foto, chi il video; oltre ai comuni mortali, negli ultimi tempi aumentano anche i seguaci famosi detti ” Vip followers”. Insomma, tantissimi complimenti anche dai grandi dell’intrattenimento ma poi finisce là, un po’ come le mie apparizioni. Certo, nulla è dovuto, lo sta pensando buona parte di chi sta leggendo ma per quanto possa sembrare difficile vi chiedo di PROVARE ad immedesimarvi: dopo tre anni in strada e non per propria volontà, colpevoli di aver scelto una strada tortuosa ma di certo dignitosa, vi capita di avere sempre più apprezzamento fino ad arrivare a ricevere complimenti ed apprezzamenti dagli “addetti ai lavori” dell’ambiente… Viene spontaneo chiedersi “Ma ce ne sarà UNO che mi darà il fatidico calcio nel sedere per partire?”, credo sia una domanda più che legittima. A chi dice che devo trovarmi un lavoro rispondo (per mia volontà, perché se hai un percorso devi evitare di dar conto a chi non sa cosa significhi ma io proprio per questo provo a farlo capire, poi pazienza…) che non sono più disposto a regalare quasi mezza giornata al giorno della mia vita per poi arrivare a casa e dire “non posso andare a quell’evento o non posso cogliere questa occasione perché domani devo andare a regalare quasi metà della mia giornata ad una cosa che neanche mi piace e magari mi trattano pure da cane”. Il lavoro è lavoro ma un percorso è un percorso e più conosco l’ambiente dello spettacolo italiano più capisco che tocca insistere e lo puoi fare facendo qualche lavoretto in qua e là, ma non così. Un grosso guaio è la volontà di comprensione, c’è chi non capisce ma chi non vuol capire è da lasciar perdere. C’è chi a sentire il mio discorso dice “Eh ma intanto lavori, poi si vedrà”. No, non è un ambiente da “Si vedrà” questo, oggi. È un ambiente pieno di cattiveria e conoscenze e se non fai parte di qualche gruppo, se non hai un manager, se arrivi da fuori, se si sa che hai vissuto in strada… Insomma sono in una posizione davvero scomoda per avere la benedizione di qualche addetto ai lavori. Se poi ci metti anche che a forza di cose smetti un po’ di crederci, forse capirete meglio.

Potresti dirci chi sei oggi? Ovvero dagli esordi della tua passione artistica cos’è  cambiato a distanza di tempo?

A parte l’episodio personale ma tutt’altro che privato (Basta cercare il servizio “Fantozzi non è morto” su YouTube) sono cambiate le mie voci, il mio repertorio è aumentato ed è aumentata la mia esperienza nel girare brevi video. Per quello che riguarda me sono decisamente cambiato caratterialmente: mi fido molto ma molto meno, di chiunque; e questo mi sta portando sempre più ad essere sì cosciente di quel che mi accade di bello ma a non riuscire a godermelo. Quando andavo a liceo sognavo l’amore vero, quello che manco nei film… Dopo la fine del rapporto più importante che ho avuto non mi sono mai ripreso per davvero e nonostante la mia diffidenza sono poi inciampato in un paio di episodi da dimenticare che però non mi fanno dimenticare che è meglio non fidarsi. Vivo con tanta solitudine, capitano le avventure da una notte o tre, ma vuoi mettere stare con una persona che ti piace e stare con LA persona che ti piace? E ovviamente non parlo solo di fisico. La solitudine sentimentale e l’affetto dei passanti si rincorrono dentro me e un po’ ormai convivo come cane e gatto. L’importante è capire: ma io voglio stare con una persona o con quella persona? Fondamentale.

Hai tanti fan e la tua bravura encomiabile ne attira sempre di più….la gente secondo te cosa apprezza maggiormente  di Victor personaggio/artista e Victor persona?

La maggior parte delle persone vogliono le imitazioni. L’estate 2022 mi trovai a Foggia, volevo fare due passi… Alla fine sono rimasto all’inizio del centro perché mi hanno bloccato in gruppo e si è formata una fila di persone impressionante, chi chiedeva il video con la voce di Villaggio, chi Banfi e così via. Poi c’è chi va oltre e apprezza anche il punto di vista dell’artista, proseguendo ci sono gli haters (anche quelli servono nel mio caso, mi ci faccio le unghie come i gatti col tronco) e c’è chi se la ride per come rispondo a loro. Però in tutto ciò, la cosa che mi fa sempre un effetto strano è sentire le persone in metro, sul bus o in centro (non solo a Roma) dire: “guarda, c’è quello che fa Fantozzi!”. Fantozzi era e sarà sempre Paolo Villaggio! Ma da spettatore e amante di Paolo, devo dire che fa un effetto strano ma bello.

Progetti  passati e recenti già realizzati…Cosa puoi dirci a riguardo?

Come ho detto in qualche storia Instagram e in due video, sto realizzando un… Non so come definirlo, non è un documentario né un cortometraggio ma effettivamente ha ingredienti per essere entrambi. Ad ogni modo sto realizzando un progetto dedicato appunto a Paolo Villaggio ma è ancora in corso. Mi piacerebbe tanto intitolarlo “Un uomo chiamato Fantozzi” ma vedremo, prima devo chiedere alla famiglia Villaggio  ovviamente. Intanto colgo l’occasione per ringraziare tutti gli artisti che si sono resi disponibili a partecipare. La lista è molto lunga quindi dico semplicemente, ma col cuore, grazie a tutti voi.

Vuoi raccontare qualche aneddoto per esempio sui tuoi primi incontri con produttori, colleghi, personaggi vari incontrati in ambito lavorativo avvenuti in passato…

Chi mi segue alcuni li sa bene perché sono presenti in diverse interviste quindi sceglierò qualcosa di nuovo: la volta in cui mi apparve Maradona. Era il 2007 e lavoravo all’Hotel Ras di Gatteo a Mare e avevo l’abitudine estiva di passare la notte a divertirmi ed attaccare la mattina dopo senza aver dormito. Avevo dei calzoncini larghi, da basket e persi il telefono senza accorgermene per via delle cuffie auricolari senza cui, tutt’ora, non vivo. Fu così che un ragazzo mi bussò sulla spalla col mio telefono in mano. Nonostante l’orario e la stanchezza notai subito di chi si trattava ma dissi: “Non ci posso credere… Baggio!”  Lui rise, annuì e mi spiegò che si trovava in zona per un amico. Solo tempo dopo scoprii che l’amico era Bagni, ex giocatore del Napoli.

 Pensi che “la gavetta” è  finalmente  superata?

 Assolutamente no, ho piccole soddisfazioni ma al momento portano solo visibilità. Ho sempre fatto foto con gli artisti, per collezione, da un anno ho cominciato a fare video invece della foto. Allena la creatività, l’improvvisazione e diventa materiale da aggiungere agli altri tipi di video che faccio ovvero imitazioni, omaggi o curiosità. Ogni tanto scopro qualche “big” che mi già mi conosceva e magari pure da tempo. Niente è dovuto, per carità, ma dopo tre anni per strada scopri che gli “addetti ai lavori” del settore a cui ambisci seguivano le tue disavventure, beh… Capisci che è ancor più naturale perdere fiducia anche nella speranza. Io continuo coi miei video e soprattutto con la mia passione, gavetta o successo che sia.

Quanto ha influito ed influisce  l’avvento della tecnologia? In generale e nella tua  quotidianità?

Oggi c’è tanta confusione, soprattutto con le piattaforme più usate (Instagram, Tiktok, Twitch e YouTube) cresce la possibilità di avere visibilità ma rimane in parte un terno al Lotto. Ci sono molte incongruenze, soprattutto su TikTok. Capita di vedere donne che fingono di fare qualcosa pur di mostrare al mondo che loro hanno un corpo (…), immagini crude di animali in varie situazioni, “contenuti” con messaggi gravemente sbagliati e tanto altro. Oggi il nuovo pubblico è superficiale per la maggior parte, si accontenta di poco o niente. Ecco dunque i numeri, su cui si basa tutto. Visualizzazioni, followers, condivisioni… Sono numeri, io rimango quel che sono anche senza questi elementi. La massa non sa più distinguere, si commuove e mette il cuoricino al fenomeno di turno che porta 100€ al senzatetto firmandosi. Che tristezza, ma dove avete gli occhi…?

 Qualche anno fa hai ricevuto il prestigioso PremioVincenzoCrocitti International,  e quest’anno  sei stato anche presente alla kermesse che ogni anno assegna l’ambito “VINCE AWARD” ad artisti e personaggi  talentuosi  e meritevoli. La tua  opinione su Vincenzo Crocitti, lo hai conosciuto?

Vincenzo Crocitti ha lavorato anche col mio mito Paolo Villaggio, non l’ho mai conosciuto ma credo fosse una persona buona, di quelle pure come Fabrizio Frizzi.

 Nel 2022 hai partecipato ad Italia ‘s  Got Talent… com’è  andata?

Il web dà tanta visibilità e fui contattato dalla redazione (tra l’altro in puntata Matano disse di conoscermi tramite appunto TikTok e mi chiese una breve imitazione di Lino Banfi e io spiegai la differenza tra la voce giovane e quella di ora, ma quella parte è tagliata), specificai che non amo la trasmissione in quanto già oggi è pieno di gente (spesso anonima) che giudica a destra e a manca quindi avrei preferito che si fossero unite le varie capacità artistiche di un ipotetico cast per fare un bel varietà piuttosto che inneggiare al giudizio. La mia curiosità nacque quando mi chiesero di fare un pezzo comico parlando del Covid. Non essendo assolutamente facile mi sono così buttato sull’imitazione doppia: Ugo Fantozzi che parla con il suo creatore, Paolo Villaggio. Ha funzionato bene il testo e, calcolando che era per me un periodo non bello, la mia “tristezza” ha aiutato l’interpretazione. Infatti dopo l’esibizione dico solamente “grazie” più volte. Ad ogni modo è stato un modo in più per ricordare un genio e la sua maschera più famosa.

Recentemente hai incontrato  Fiorello che ti ha ospitato nel suo programma “Viva Rai2” …raccontaci…

Ascolto Fiorello da quando avevo quattordici anni. All’epoca faceva “Viva Radio 2” ed è stato uno dei pochi che mi fa tutt’ora ridere veramente. Dato che sto facendo uno speciale su Paolo Villaggio e sto intervistando lo spettacolo italiano per parlare di lui, come non andare da Fiorello? Come si può vedere poi nel video che ho caricato sul mio profilo nei vari “social” noi non ci conoscevamo. Quel giorno ero vestito da Fantozzi proprio per le riprese dello speciale e lui si incuriosì a prima vista. Il giorno dopo mi ospitò nel suo glass (lo studio di vetro che ha fatto allestire in Via Asiago, praticamente l’acquario del Megadirettore di Fantozzi) e mi ha fatto davvero tantissimo piacere perché lo ritengo, anzi è un grande artista. Di quelli che non hanno niente da temere, che non sentono rivalità. Devo dire che lì per lì fraintesi, io dico sempre che non bisogna mai aspettarsi qualcosa però in quel caso pensai che la cosa sarebbe poi diventata fissa. Che ne so, “La notizia Fantozziana” oppure “Fai girare la voce!”, una rubrica in cui leggo cinque notizie con cinque voci diverse. Insomma, le idee che mi sono passate per la testa sono tante ma se non è stato così lo sarà in altri modi. Di sicuro le voci girano e spesso per propria conclusione, senza la necessità di prove. Dico questo perché più di una personalità dello spettacolo mi ha detto che ho l’esclusiva con Rosario, ma non è così. Come direbbe il buon Ragioniere: <sono solamente stato leggerissimamente miracolato per un giorno, però grazie! Com’è umano lei…!>.

 L’amicizia, l’amore… cosa sono per Victor?

Non credo o meglio faccio molta fatica a credere o fidarmi delle persone in generale. Non credo nell’amicizia, credo nei buoni conoscenti. Per quel che riguarda l’amore min rimane l’amore per le cose, per gli animali, il cinema e tante altre cose ma… Quell’amore lì… Forse meglio rispondere più avanti, per il momento è meglio un semplice “lasciamo perdere”.

Victor Quadrelli: a chi pensi di voler dire un semplice GRAZIE?  Come sempre ringrazio Francesco Fiumarella e ribadisco che è giusto dare spazio agli emergenti e molte più persone dovrebbero farlo. Grazie ad Amedeo Visconti che nel 2009 mi propose di salire sul palco per la prima volta. Grazie ai Quadretti, se non avessi chiuso con loro sarei ancora a vivere la stessa giornata a Bellaria (RN). Grazie a chi mi ha aiutato quando “vivevo” per strada. Grazie all’ignoranza paurosamente evidente di tantissime persone, conosciute e sconosciute; è grazie a voi che riesco a non fidarmi ed evito molte perdite di tempo. Grazie alla tecnologia, che mi ha permesso e mi permette di registrare o fotografare le conversazioni con gente che, se lo dicessi e basta nessuno ci crederebbe. Grazie a Roma che o ti coccola o ti schiaccia e siccome è la mia città preferita, magari un giorno uscirà una carezza. E un grazie speciale a me, per la testardaggine e il coraggio di sopportare freddo, fame, cattiverie ipocrite quotidiane, ma soprattutto per riuscire a far sorridere tante persone, anche quelle che rosicano

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