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Gli scatti di Marco Garofalo sono una denuncia sociale 
In questi tempi di emergenza sanitaria gli adolescenti sono stati costretti ad affrontare faticosi cambiamenti e a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, ritrovandosi a vivere in casa, più o meno isolati. Nasce così il progetto fotografico di Marco Garofalo “Save the future”: “Questo progetto nasce come idea progettuale, in un periodo d’intensa riflessione, durante il lockdown. Questi ritratti – spiega Garofalo – sono una denuncia sociale. Oggi – prosegue – i teenager si trovano in balia di un futuro incerto e costretti a nascondere il proprio sorriso dietro le mascherine”. Il fotografo vincitore negli anni di numerosi premi fotografici, svela come questo progetto sia strettamente legato ad un’altra collezione di ritratti “No smog, Save the planet” che prendendo spunto dal volto della modella, l’attrice Beatrice Schiaffino, racconta “un immaginario  femminile sensibile e puro, per dire basta all’inquinamento, non respiriamo più. Non possiamo illuderci – secondo Garofalo – che ci sarà un futuro non inquinato senza che si faccia nulla oggi. Stiamo restando senza ossigeno e noi insieme al pianeta non respiriamo più. In questo senso le espressioni iconiche della ragazza fotografata, rappresentano le difficoltà che stiamo vivendo nel vivere secondo modalità che sentiamo forzate e non ci appartengono”. Pure però nella loro drammaticità espressiva le opere fotografiche di Marco Garofalo vogliono essere un messaggio di speranza: “Insieme si può cambiare. Il cambiamento è adesso basta crederci, basta volerlo”. E sui suoi prossimi progetti annuncia: “Sto lavorando a varie collezioni con tematiche differenti per i prossimi concorsi e qualificazioni europee. Saranno delle fotografie molto più colorate”.

Vito
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