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Arriva il 24 marzo su Sky Arte la nuova stagione di Italie invisibili, la produzione Sky Original che con sei nuovi episodi conduce alla riscoperta di atmosfere solo apparentemente svanite attraverso il Lazio, le Marche, la Campania, la Valla d’Aosta, il Piemonte e la Calabria; percorsi che rivivono oggi, grazie al racconto di archeologi, storici e studiosi d’arte antica che fanno “parlare” il paesaggio, ripercorrendo percorsi alternativi e sorprendenti che sono la vera ricchezza del nostra storia.

Si comincia con un doppio appuntamento il 24 marzo alle 21.15 con i Castelli Romani, raccontati come “lo Stato dell’otium”; l’ampia zona verde alle porte di Roma dove tra ‘500 e ‘600 fu scelta dalle più grandi famiglie aristocratiche e dallo stesso pontefice per costruirvi lussuose residenze estive e proseguire così l’antica tradizione dell’otium – il ristoro del corpo e il nutrimento della mente –  che Cicerone praticava in quelle stesse terre; a seguire il secondo episodio, dedicato ad Ancona, non solo un porto, ma fulcro del Rinascimento adriatico.

Il 31 marzo sarà la volta de Il Monferrato dei marchesi Paleologi, mentre il 7 aprile il quarto episodio racconterà Benevento, l’unico dei territori longobardi a mantenere de facto la propria indipendenza per quasi trecento anni. Il 14 aprile storici e archeologi racconteranno la Valle dAosta sotto il dominio dei signori di Challant; il 21 aprile la serie si chiude con l’episodio dedicato a La Calabria e il terremoto del 1783.

GLI EPISODI

I Castelli Romani e lo Stato dell’Ozio | 24 marzo h 21.15

La denominazione attuale di “Castelli Romani” risale all’epoca della cattività avignonese del Papa (XIV secolo), quando molti abitanti di Roma, per sfuggire alle difficoltà, si rifugiarono nei feudi delle famiglie patrizie romane. In realtà però è fin dall’età repubblicana romana e ancor di più in età imperiale che la via Appia si punteggiò “Ville di delizia” dove, in un’area privilegiata per bellezza e clima, gli aristocratici romani (consoli, senatori, intellettuali) ristoravano il corpo e lo spirito, coltivando l’otium – cioè il riposo attivo, nella natura, ma coltivando letture e amicizie. Lo fece anche Marco Tullio Cicerone che proprio sul colle del Tuscolo – dove aveva un ampio possedimento – scrisse le celeberrime Tusculanae Disputationes.

Ancona, città del Rinascimento Adriatico | 24 marzo h 21.45

La narrazione prende forma intorno al glorioso passato di Ancona quale crocevia commerciale, “Porta d’Oriente” dalla sua costa partiva e si sviluppava infatti una via commerciale, alternativa a quella veneziana, che dal Medio Oriente conduceva in Inghilterra.

La puntata ricostruisce i tratti di indipendenza politica e culturale, specie per la splendida fase Quattrocentesca, che vide la città tra i grandi protagonisti del cosiddetto “Rinascimento Adriatico”

Il Monferrato dei marchesi Paleologi | 31 marzo h 21.15

La puntata ricostruisce, secondo tre principali linee narrative, la storia del Marchesato del Monferrato nel suo ultimo tratto di splendore, corrispondente ai decenni conclusivi della dinastia dei Marchesi Paleologi (1306-1533), che aveva ereditato i domini già aleramici nel 1305, dopo la morte senza eredi di Giovanni I. Nel corso del Quattrocento, i Marchesi e le grandi famiglie della corte marchionale, pur nelle non semplici vicende politiche che li videro costantemente premuti tra le mire del Duca di Savoia e il Ducato di Milano dei Visconti e poi degli Sforza, riuscirono a creare, specie negli ultimi decenni del secolo e nei primi del Cinquecento, una colta e qualificata corte rinascimentale, aggiornata e aperta verso molteplici orizzonti nazionali ed anche internazionali.

Benevento La Longobarda | 7 aprile h 21.15

Dopo la caduta del Regno, il dominio beneventano rimase l’unico dei territori longobardi a mantenere de facto la propria indipendenza per quasi trecento anni. Tale autonomia culturale è il tratto maggiormente affascinate della lunga storia di questo ducato meridionale che produsse forme altamente originali, nell’architettura, nella pittura, nella miniatura, nella musica (‘Canto beneventano’) come nella scrittura (‘Scrittura beneventana’). Alla fine dell’ottavo secolo, ormai concluso il Regno longobardo d’Italia, sottomesso ai Franchi, ed elevato il Ducato a Principato (grazie al ruolo del duca Arechi II, guerriero e mecenate, fondatore dell’abbazia di Santa Sofia), Benevento era indicata come ‘altra Pavia’, a evidenziarne il ruolo di città capitale sia politica sia culturale che sarà oscurato solo nel XI secolo, con la conquista normanna e l’annessione da parte del Papato (1081).

La Valle d’Aosta e i nobili Challant | 14 aprile h 21.15

Se la Valle d’Aosta è, sin dal 1033, parte dei possedimenti dei duchi di Savoia, essi delegarono di fatto il governo di quella Contea ai signori di Challant (originari della Val d’Ayas), ben radicati nel territorio e divenuti loro visconti. La linea di lettura privilegiata sarà quella legata all’attività degli Challant come costruttori di castelli: una vocazione che, generazione dopo generazione, li colloca nella storia dell’architettura militare dell’età moderna.

La Calabria e il terremoto del 1783 | 21 aprile h 21.15

Con tre devastanti scosse del 5 e 7 febbraio e del 28 marzo 1783 il terremoto, ricordato dalle fonti come ‘Iliade funesta’, si trasformò in un drammatico tornante della storia che sconvolse geologicamente e rase al suolo buona parte della Calabria Ultra (o Ulteriore). La puntata, più che narrare le vicende della ricostruzione e della riedificazione ‘”simultanea” e “pianificata” delle cosiddette “Città nuove di Calabria” che sostituirono, talvolta anche in siti diversi da quelli originari, i precedenti centri abitati. Si tratta di un fenomeno poco conosciuto di cultura razionale e  illuminista che caratterizza e segna fortemente quest’area del meridione della penisola all’indomani del sisma.

ITALIE INVISIBILI | Da giovedì 24 marzo alle 21.15 è una produzione Sky Oringinal in prima visione su Sky Arte, disponibile on demand e in streaming su NOW

Walter Nicoletti
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