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Nelle zone rosse l’adulterio è percepito come una specie di roulette russa: è come fare sesso non protetto.

Nelle zone gialle si tradisce come prima, ma nella pausa pranzo. In quelle arancioni l’amante bisogna sceglierlo nello stesso comune e non si può portarlo al ristorante. In quelle rosse ci si muove per comprovati motivi di lavoro e di salute, eppure anche in queste zone c’è chi continua a tradire.

Ciò nonostante nelle zone rosse si tradisce un po’ di meno rispetto a prima.

Anche perché molti cercano l’amante con meticolosità guardando al futuro e molti altri ancora ricorrono al web per fare sexting e distrarsi un po’ in attesa di poter concretizzare la loro scappatella. Altri ancora non si lasciano influenzare dalle regole e non si accontentano di rimanere nell’ambito virtuale.

Tra gli audaci, vi è chi semplicemente non crede che vi sia alcun rischio ad incontrare una persona al di fuori del proprio ambito familiare, chi sente forte il desiderio di ribellarsi rompendo le “regole” delle zone rosse e chi vuole avere la sensazione adrenalinica dell’azzardo di esporsi al virus.

Ed a proposito di azzardo, in tutte e tre le zone in cui è divisa oggi l’Italia, i giocatori sono quelli che con il lockdown sono i più infedeli in assoluto. A tradire sono infatti 8 giocatori maschio su dieci e 7 giocatrici femmina su dieci.

Walter Nicoletti
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