Ue: «Recessione senza precedenti». Pil Italia -9,5%

L’economia è in caduta libera, tutta. Ma per l’Italia lo scenario, con la pandemia da coronavirus, è inquietante. Solo la Grecia infatti, avrà una caduta del prodotto annuo lordo più forte di quella italiana: -9,7% quest’anno contro -9,5% dell’Italia. Segue la Spagna con -9,4% e un recupero l’anno prossimo a +7% mentre l’Italia recupererà a +6,5%. In Germania la crescita de pil è quest’anno prevista a -6,5% e in salita al 5,9% nel 201; Francia -8,2% e +7,4%. Rispetto a Spagna, Francia e Germania il recupero dell’Italia l’anno prossimo è leggermente inferiore. Nel rapporto di previsione economica, Bruxelles indica che l’Italia «è stata colpita in misura particolarmente dura dalla pandemia» e che «la possibilità di un alto numero di chiamate per le garanzie pubbliche costituisce un rischio di peggioramento»

della situazione delle finanze pubbliche.

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Assumendo che la ripresa partirà da maggio in modo graduale, indica il rapporto comunitario, l’economia migliorerà sostenuta dall’azione del governo «senza però recuperare pienamente quanto perduto» nell’orizzonte fine 2021. La spesa per consumi è prevista recuperare in misura più pronunciata nel secondo semestre, le imprese ridurranno gli investimenti. L’intervento pubblico per sostenere gli investimenti statali sosterrà l’attività. Caduta sostanziale dell’export che recupererà in linea con l’andamento globale nel 2021. I rischi della previsione sono tutti spostati al ribasso, cioè al peggioramento. «L’alto e crescente indebitamento pubblico e il possibile aumento delle sofferenze bancari possono avere un impatto sulle condizioni finanziarie». Si aggiungano un cambio di comportamento dei consumatori verso maggiori risparmi precauzionali e una caduta più protratta del mercato del lavoro che possono danneggiare la crescita potenziale minando le basi della ripresa. I redditi dei lavoratori dovrebbero essere difesi dalle misure anticrisi, tuttavia non tutti coloro che cercano un lavoro stagionale o a contratto parziale potranno essere coperti per cui è possibile si verifichino «uscite temporanee»,

dal mercato del lavoro.

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«I dati in tempo reale indicano che l’attività economica in Europa è crollata a una velocità inedita nelle ultime settimane, e le misure di contenimento messe in campo dai Paesi membri a metà marzo per rispondere alla crisi hanno messo l’economia in uno stato di ibernazione». Lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche di primavera. «Vista la gravita di questo shock a livello mondiale senza precedenti, è ora abbastanza chiaro che l’Ue sia entrata nella più profonda recessione economica della sua storia: la pandemia avrà un grave impatto sul mercato del lavoro. Sono particolarmente vulnerabili i Paesi con un’alta proporzione di contratti a breve termine e in cui una grande fetta della forza lavoro dipende dal turismo».

Walter Nicoletti
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