Intervista con l’attrice. Vanessa Innocenti

Il nostro redattore  Nik Hollywood ha intervistato l’attrice Vanessa Innocenti. Di seguito l’intervista esclusiva per voi lettori.

Ciao Vanessa! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?

Ciao, è un piacere anche per me! Allora, da che ricordo sono sempre stata attratta ed affascinata dall’arte e dallo spettacolo. Da piccolissima ho iniziato a studiare canto, danza e recitazione. All’inizio per gioco, poi la passione è cresciuta sempre di più ed è diventata un’esigenza, non mi sentirei me stessa a fare altro. In realtà da bambina ero molto riservata, pure troppo, con una ricca immaginazione e voglia di creare storie, come quelle che inventava mamma e mi raccontava con peluches e marionette. Recitare mi ha aiutata ad “uscire dal guscio”! Penso di essere molto fortunata ad aver focalizzato subito quello per cui ero portata e ad aver concentrato le mie energie. Sono nata a Cattolica, una città di provincia, e i miei genitori svolgono lavori in campi differenti dal mondo dello spettacolo, quindi, non essendo figlia d’arte, è stato sicuramente molto più faticoso andare avanti. E’ stato fondamentale avere il loro supporto, hanno sempre creduto in me e devo loro tantissimo. Ho fatto molti sacrifici nell’adolescenza, tra liceo classico a indirizzo linguistico e accademia, ma non li consideravo tali e non mi sono mai posta la domanda “ne vale la pena?” perché sul palcoscenico mi sentivo e mi sento ancora pienamente felice e appagata, è come una magia.
Chi è Vanessa Innocenti?

Vediamo…è una ragazza tranquilla, con le idee chiare ma senza preconcetti, l’animo da bambina che all’occorrenza si trasforma in quello di una guerriera per lottare in quello in cui crede. Ama i viaggi (e il fascino delle tournée), di scoprire posti e persone nuove, curiosa e trasformista, sta bene in compagnia ma ama anche fare passeggiate da sola per Roma o in riva al mare. Quando ha una serata libera torna a teatro da spettatrice o al cinema, e si diverte a cucinare soprattutto dolci…e poi scappa a fare lezione 😉

Fare l’attrice è una scelta professionale o una scelta di vita?

Penso entrambe! Diciamo che non si “sceglie” di fare l’attore, secondo me si nasce. Io ho la fortuna di far coincidere la mia passione e il mio lavoro, ed è un privilegio che non tutti hanno. E’ comunque anche una scelta di vita, perché con le tournée si è spesso fuori casa, si è esposti a continuo precariato e a stress, ma è il lavoro più bello del mondo perché lavori con le emozioni, le tue e quelle degli spettatori, ed è fantastico quando vieni a sapere che narrando delle storie influisci sulla vita di chi ti guarda… non si può vivere senza arte!

Cosa significa essere attrice, oggi.

Fino a poco tempo fa gli attori venivano ultrapagati e trattati come favoriti. Ora c’è molta più concorrenza, purtroppo anche di tanti “attori improvvisati” attirati dal luccichio dell’idea di questa professione. E’ un messaggio sbagliato che illude molti giovani, invece di indirizzarli verso il loro talento. Ci si sente domandare “Ok, reciti, ma di lavoro che fai?”, nonostante poi la crisi colpisca indistintamente tutti i settori, anzi lo spettacolo credo sia fondamentale nei tempi bui per risollevarsi lo spirito. Oggi purtroppo si fa meno cinema… quanto mi sarebbe piaciuto vivere ai tempi del neorealismo felliniano! E vi è una fondamentale differenza fra attori di teatro, cinema o televisione. Una volta un bravo attore partiva dal teatro e si faceva poi conoscere con gli altri mezzi di comunicazione, molto più immediati. Ora, purtroppo, si fa spesso più una questione d’immagine e trovi attori che non sono partiti dalla gavetta. Penso sia fondamentale essere continuamente aggiornati ed allenati!

Le emozioni che provi quando reciti, sono le stesse che provi quando vivi?

Recitare è come vivere al mille per cento. Oggi vivo ogni esperienza, bella o brutta che sia, come un bagaglio che mi potrà tornare utile in una determinata scena, perché nel nostro lavoro viviamo di umanità, di emozioni. I virtuosismi tecnici che si possono dimostrare in discipline come il canto e la danza non sono fondamentali nella recitazione, è necessario il cuore oltre alla tecnica. Ad un attore viene richiesto di utilizzare il vissuto, i sentimenti, e mostrarli a sconosciuti, è questo che permette al pubblico di riconoscersi e di entrare in empatia. L’estate scorsa sono volata a New York per studiare recitazione da Susan Batson, è stata un’esperienza unica e illuminante! Recitare vuol dire mostrarsi nudi, nel metodo Strasberg si parla di “aprire lo strumento” e lasciare che le emozioni vengano in superficie.

Cosa lega un attore al suo personaggio?

Sia le somiglianze che le differenze. E’ più facile entrare in relazione con un personaggio che ci somiglia, ma è una sfida stimolante farlo con uno che non ci rispecchia affatto, ed essere credibili. Mi ha spinta verso la recitazione anche il pensiero di poter portare su un palco, o davanti alla telecamera, delle storie diverse, anche border-line! Le emozioni che esprimi attraverso il personaggio sono le tue, non si possono fingere o immaginare, quindi si è legati ad ogni ruolo in maniera diversa.

Talento, preparazione, determinazione e fortuna, secondo te qual è la cosa più importante per avere successo?

Tutti e quattro sono gli ingredienti necessari per “arrivare” (che è comunque un concetto molto relativo). Penso che di base si parta sempre dal talento, il quale si afferma poi con una buona preparazione e tanta determinazione. Poi ci vuole quel pizzico di fortuna, come la panna sulla torta, altrimenti un talento preparato, con sicurezza e padronanza di sé, si sente come una Ferrari parcheggiata e scalpitante!

Delle proposte di lavoro, qual è quella che escluderesti in modo tassativo e quella che invece ti piacerebbe fare che non hai ancora fatto?

Sicuramente i lavori non pagati: cari produttori, non si vive d’aria!!
Ho lavorato, soprattutto in teatro, sia in grandi produzioni (“Gypsy” in tournée nazionale, come “figlia” di Loretta Goggi, o “Rapunzel” con Lorella Cuccarini al teatro Brancaccio di Roma), sia in produzioni più piccole, con spettacoli di ogni genere. Ho fatto un po’ di televisione e doppiaggio. Mi sono espressa in parecchi settori, ho girato a 17 anni il mediometraggio “The last Alchemist” come co-protagonista con Franco Nero…e ora ho tanta voglia di fare cinema o di approdare oltreoceano in uno spettacolo a Broadway 😉
Cosa ti ha tolto la vita e cosa invece ti ha dato fino ad ora? … E nel tuo lavoro?

La vita mi ha tolto delle persone care come i miei nonni e un’amica speciale. Mi ha dato, invece, una famiglia e delle persone uniche che mi vogliono bene, il mio tesoro più grande! Nel mio lavoro ho avuto la fortuna di poter sperimentare vari campi, cambiando spesso genere e raccogliendo sfide, supportata da conferme e soddisfazioni che mi hanno dato più fiducia in me stessa e nelle mie capacità.

Senza i sogni non si può…

Vivere! O meglio, vivere felici. Non avere sogni significa essere contenti con quello che si ha, il che non è assolutamente sbagliato in sé, ma penso ci siano sempre degli obiettivi alti da prefissarsi anche se questi  possono variare nel tempo in base alla conoscenza di se stessi, o alle circostanze…come si dice: “punta alla luna, male che vada avrai camminato fra le stelle”.

Grazie per questa intervista e un saluto a tutti i lettori, vi aspetto presto a teatro! Sarò in scena a Roma al teatro Don Orione per l’anteprima di “Fogli d’immenso silenzio”, regia di Antonio Nobili, con orchestra dal vivo.
Potete trovare tutte le novità su vanessainnocenti.com 🙂
Grazie e a presto!!

Vanessa, grazie per il tempo dedicatoci. Voce Spettacolo ti fa i migliori auguri per il tuo futuro e la tua carriera.

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Vito "Nik H." Nicoletti

Editor in Chief at Voce Spettacolo
Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza.
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Vito "Nik H." Nicoletti

Vito "Nik Hollywood" Nicoletti è Caporedattore di Voce Spettacolo. Si laurea in Giurisprudenza. Allievo esperto di Kung Fu

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