Intervista con lo scrittore e giornalista. Lino Patruno

Il nostro redattore Gianfranco De Cataldo ha intervistato lo scrittore e giornalista Lino Patruno. Di seguito l’intervista esclusiva rilasciata per voi lettori!
 
Ciao Lino , come va innanzitutto ?
Bene, così come spero di voi. Meglio dopo questa intervista.
Dove prendi spunto, di solito, per i tuoi lavori ?
Dall’osservazione del mondo, dalla strada, dai giornali, dal naso.
Un tuo sguardo sulla Cultura e sulla Narrativa attualmente in Italia.
Troppi noir, troppi polizieschi, troppi libri di cucina, troppi successi di personaggi tv o calciatori, troppi libri per pochi lettori. Per il resto va bene.
Qualche ricordo o aneddoto circa la pubblicazione del tuo primo libro.
Diciamo primo del filone problema del Sud? La grancassa sui 150 anni dell’unità d’Italia e una domanda: come hanno fatto a farla con mille uomini, un cane ucciso da una schioppettata e una botte di vino forata? Qualcosa non quadrava. Ecco quindi <Alla riscossa terroni> e <Fuoco del Sud>.
Il genere di libro sul quale di solito ti piace lavorare.
Appunto questi, dalla rivisitazione storica all’indagine giornalistica.
Gli ingredienti per far “un buon libro”.
Parlo di saggistica: ricerca, divulgazione, sforzo di far parte e interpretare la vita quotidiana della gente.
Il Meglio Sud: Raccontaci da dove nasce l’idea.
Dal rifiuto di considerare il Sud solo come un divario col Nord. E allora scopri che c’è tanto meglio Sud che neanche si immaginava. E che neanche immaginavano soprattutto i meridionali. Ai quali questa conoscenza porta orgoglio, coraggio, fiducia. E, speriamo, qualche giovane in meno che parta.
Qual e’ attualmente il vero Gap tra Sud e Nord?
Economico, frutto di politiche che continuano a privilegiare una parte del Paese, dando per scontato che per l’altra parte non ci sia più nulla da fare. Un alibi che non danneggia solo il Sud ma tutta l’Italia: che non cresce se non cresce tutta insieme. Come tutta la recente storia ha dimostrato.
Perche’ secondo te un ragazzo del Sud dovrebbe rimanere a studiare, lavorare, vivere ecc. nella propria terra natia?
Per combattere una battaglia dura ma avvincente: veder sorgere un futuro nuovo e generoso sulle nostre terre. Un territorio in cui le persone, soprattutto i giovani, utilizzino la loro creatività e le loro capacità per esaltare le eccellenze del posto, senza più commiserarsi per le presunte mancanze. Un territorio guidato da una nuova generazione che ami la propria terra decidendo di restarci per realizzare qui la propria rivoluzione. Giovani che siano i guerrieri del nuovo Sud.
Ce la puo’ fare veramente questo Sud secondo te ?
Se non ce la potesse fare, io avrei già scritto un libro sulle cravatte.
I tuoi progetti futuri.
Continuare a fare il brigante della comunicazione a favore del Sud.
Manda un saluto ai nostri lettori.
Buona vita e buon Sud a tutti.
 

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