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La tragedia dell’Afghanistan ripercorsa lungo più di un secolo di storia turbolenta e sanguinaria, dal 1842 a oggi, con Afghanistan, saga-evento divisa in due parti, Il grande gioco e Enduring Freedom, della durata complessiva di circa 6 ore, diretta da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, in scena dal 17 al 21 ottobre al Teatro Argentina. La storia a teatro degli ultimi 170 anni attraverso dieci quadri scelti tra i tredici autori della scena anglosassone coinvolti nel progetto firmato Tricycle Theatre, importante fucina di teatro politico londinese. Un’epopea teatrale sul rapporto tra Occidente e Afghanistan messo in scena in due parti: Il grande gioco, che comprende cinque episodi ambientati fra il 1842 e il 1996, e Enduring Freedom, che comprende i restanti cinque, ambientati fra il 1996 e i giorni nostri. Agli autori è stato chiesto di comporre dei quadri narrativi ispirati alla storia afghana, dando vita ad un esperimento di drammaturgia contemporanea basato sulla coesistenza di episodi narrativi indipendenti e al tempo stesso complementari.

Poetiche, tragiche, crudeli, profondamente umane, le vicende sono portate sulla scena da un cast di dieci attori – Claudia Coli, Michele Costabile, Enzo Curcurù, Alessandro Lussiana, Fabrizio Matteini, Michele Radice, Emilia Scarpati Fanetti, Massimo Somaglino, Hossein Taheri e Giulia Viana – calati nei panni di vari personaggi mano a mano che la storia si inoltra nel nostro secolo attraverso luoghi, famiglie, amori, sofferenze, nomi diversi.

Un grande palco quasi vuoto e personaggi che si trovano e si lasciano nello spazio di un sipario aperto. Sullo sfondo scorrono dati e numeri che hanno affollato anni di cronaca, incastonati in un racconto che – a partire da piccole storie – si addentra nella natura delle relazioni fra l’Afghanistan e l’Occidente, fra gli errori della politica e della diplomazia internazionale, sempre più a fondo nell’enigma della situazione mondiale. Questa regione, con la sua storia, diventa allora una pedina sopra una scacchiera sconfinata, per questo Afghanistan «ci riguarda […] Per capire quello che sta succedendo oggi, il dramma dei rifugiati, il terrorismo, la politica internazionale, occorre andare a fondo in una storia che inizia 170 anni fa».

Vito
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