Come mantenere alto l’umore durante l’isolamento in casa

L’emergenza coronavirus continua e, con essa, anche l’isolamento forzato. Se per alcuni rimanere in casa ha dei risvolti positivi – finalmente avete trovato il tempo di sistemare gli armadi e preparare quella ricetta lunga e impossibile bramata da tempo -, per altri questa situazione sta intaccando negativamente l’umore.

Vivere a stretto contatto con la propria famiglia non è quell’idillio che tutti credono. D’altro canto, anche la solitudine assoluta può pesare, insieme alla sensazione di aver perso un bene immateriale ma primario, come la libertà. Se c’è il sole fuori, poi, diventa tutto ancora più difficile. A questo si aggiunge l’incertezza e la disperazione su come e quando tutto questo finirà.

Sono solo sensazioni emotive, è vero, ma come spiega il pool di esperti di Guidapsicologi.it, tutto questo mette a dura prova la mente e il corpo di tutti noi. Ecco alcuni consigli su come vivere al meglio questi giorni di reclusione.

L’umore influenza il sistema immunitario

Numerosi studi hanno messo in relazione la depressione – quindi non stati occasionali di umore triste o sensazione di negatività transitoria – con un calo di serotonina nell’organismo. Un evento scioccante nella vita di un individuo può causare una sindrome da stress post-traumatico. Questa patologia psicologica ha risvolti anche sul corpo. Tradotto in cifre: c’è il 40 per cento di rischio in più di sviluppare malattie autoimmuni rispetto alle normali condizioni.

«Il sistema immunitario è molto sensibile alle oscillazioni sul benessere della persona. Solitamente ne bilancia l’integrità, la salute, come una sorta di “tampone omeostatico” ai problemi, ma quando un trauma è violento e segna molto la persona, esso può perdere il controllo della situazione e iniziano ad insorgere malattie», spiega il biologo nutrizionista Francesco Garritano.

Secondo uno studio dell’Università di Chicago condotto su dei macachi maschi, la solitudine innesca il segnale di stress del tipo “attacca e fuggi“, un allarme che aumenta la produzione di globuli bianchi del sangue.

Da questo stimolo, ne consegue una risposta del sistema immunitario inefficiente a fronte di un aumentato livello di infiammazione. Tra le altre cose, si indebolisce la protezione contro batteri e virus.

«Vivere da soli, se non è una condizione voluta, costituisce un rischio per la salute. Influisce sulle difese dell’organismo e fa aumentare le probabilità di ammalarsi – spiega Serena Zoli della Fondazione Umberto Veronesi – in particolare negli anziani, costituisce un serio rischio per la salute». Per questo bisogna trasformare questo problema – l’isolamento spesso solitario di alcune persone – in un’opportunità.

Isolamento forzato: le conseguenze

Nella storia contemporanea dell’Occidente la pandemia da coronavirus è uno dei più grandi eventi traumatici mai registrati. I Millennial possono considerarla al pari di una guerra combattuta in prima linea. Del resto nel 2015 Bill Gates lo aveva predetto: non moriremo per una bomba atomica, ma per un virus.

Stiamo vivendo con libertà di spostamento limitata se non quasi proibita, isolamento forzato, pericolo. Sembra di essere in carcere, anche se “solo” ai domiciliari.

«Vivere in stato di isolamento può essere alienante e richiede un grande esercizio di autodisciplina – spiegano gli esperti di Guidapsicologi.it – L’umore spesso ne risente, si è più suscettibili, si corre il rischio di entrare in meccanismi dominati da pensieri negativi e di perdere entusiasmo e speranza». Per questo bisogna imparare a vivere la reclusione come un’occasione per crescere, entrare in contatto con la propria interiorità, senza paura e abbandonando ogni atteggiamento critico verso se stessi.

Convivenza: una prova da superare e vincere

Le nostre vite frenetiche ci hanno abituato a condividere un tempo molto limitato con partner e figli. Ci si saluta al mattino per una colazione veloce e poi via, verso i propri doveri. Anche solo cenare insieme ci sembrava un incredibile traguardo. Ora che ci troviamo insieme, fianco a fianco 24 ore su 24 per un tempo indefinito, anche le persone della nostra famiglia possono arrivare a sembrarci insopportabili.

«Il cambio è forte e non sempre indolore», sottolineano gli esperti che ci danno subito qualche consiglio. Primo: niente senso di colpa se non ci sopportiamo reciprocamente o se vogliamo stare da soli. «È normalissimo desiderare momenti per sé, così come è normale che condividere uno spazio chiuso e limitato per settimane metta a dura prova la nostra pazienza». L’insofferenza verso figli o genitori non ha niente a che fare con l’amore: tutto passerà assieme alla pandemia.

E se invece una coppia durante questo periodo si rendesse conto che le incompatibilità sono troppe e l’amore non basta? Semplice: sarà un’ottima occasione per guardare la realtà con nuovi occhi e prendere le dovute decisioni quando si potrà tornare a uscire liberamente.

Paura, come dominarla

Ma l’avversario più grande non è l’isolamento o la convivenza forzata con partner e familiari. È la paura, quel senso di angoscia verso l’ignoto. «Il senso di smarrimento e di incomprensione che si prova in questo momento va oltre la paura – spiegano gli esperti – La paura è uno stato che caratterizza ciò che si conosce e si teme, mentre l’angoscia è tipica dell’ignoto».

Questa è la battaglia più difficile perché l’angoscia non è facile da gestire, ma abbiamo davanti a noi una grande prova: trovare gli strumenti per superare questo momento. Distrazioni, esercizio fisico, condivisione: tutte cose all’apparenza banali, ma ora fondamentali.

I consigli per vivere al meglio la reclusione

Condividere è la parola d’ordine di questo nuovo millennio, ma non ci sono solo i social per farlo. Chiamate amici che non sentite da anni. Fate una telefonata alla zia che vi adora, ma che troppo spesso trascurate. Chiamate le nonne lontane.

Ora abbiamo il tempo per farlo e l’umore ringrazierà. Potremo imparare che anche un messaggio che mostri interesse nei confronti di qualcuno può fare la differenza in questo momento difficile, portando positività sia al mittente che al destinatario.

Se in casa non abbiamo familiari o partner con cui condividere spazio e tempo, impariamo a stare da soli con noi stessi. Fare esercizio di solitudine, proprio come i monaci buddisti, è qualcosa per cui le persone pagano.

C’è chi sceglie di trascorrere le proprie vacanze in un monastero, mentre voi avete tutto lo spazio e il silenzio che vi serve, gratis, per trovare voi stessi e il vostro equilibrio. «Non bisogna avere paura di sentire le proprie debolezze, anzi, solo ascoltandole ed entrando in contatto con esse potranno risolversi», dicono gli esperti.

Le palestre e le piscine sono chiuse, ma ciò non significa che non potete fare movimento. Se avete a disposizione cyclette o tapis roulant, è il momento di farli funzionare. Ma in rete i video per fare esercizi a corpo libero in casa si sprecano. Scoprirete che anche solo mezz’ora di yoga per dimagrire su un tappetino, ripetuta ogni giorno, può fare miracoli anche per l’umore. Per non parlare della respirazione e della meditazione, utilissime per allontanare l’angoscia del futuro.

Se avete sempre creduto di dovervi prendere le ferie per seguire i consigli di Marie Kondo sul magico potere del riordino, be’ eccovi qui: il tempo c’è, è la vostra occasione! «Un ambiente ordinato fa bene alla mente, così come trovare il tempo per fare cose che si continuano a rimandare e che per questo ci rendono nervosi». È anche il momento di rallentare, di vivere tempi più umani di attività e riposo.

Abbiamo anche più tempo per coltivare nuovi hobby o riprendere quelli abbandonati. Se amate cucinare, questo è il vostro momento. Fate la spesa online o rivolgetevi alle piccole botteghe che fanno consegne a domicilio più rapide e mettetevi alla prova con quelle ricette complicatissime che richiedono ore e ore di preparazioni.


Walter Nicoletti
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