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CSC: si celebra Cervantes con la maratona di Bruno Crucitti

1616 – 2016 a 400 anni dalla morte di Miguel de Cervantes

DON CHISCIOTTE SOLO®

Che mai poteva produrre lo sterile e incolto ingegno mio,
se non la storia di un figliolo stento, strambo, sempre con dei pensieri nuovi e
che a nessun altro sarebbero mai venuti i n mente,
appunto come quella che fu concepita in carcere
dove ogni disagio fa sua memoria e
dove ogni tristo schiamazzo sta di casa.
M. de Cervantes
DON CHISCIOTTE SOLO® è un’idea di BRUNO CRUCITTI. Una lettura integrale del Don Chisciotte della Mancia di M. de Cervantes eseguita a partire dalle ore 9,00 di giovedì 21 sino alle h 9,00 di sabato 23 aprile 2016, con l’intervento degli allievi del III anno del Centro Sperimentale di Cinematografia, in diretta streaming non stop a cura degli allievi registi, fonici ed operatori.

Il buon Miguel de Cervantes Saavedra, vissuto quasi settanta anni, cinque volte in carcere, eroico patriota ferito durante la Battaglia di Lepanto, nella quale perse l’uso della mano sinistra “a maggior gloria della destra”, sepolto in abito francescano a volto scoperto, neanche dopo morto ebbe pace, la sua tomba andò dispersa durante il trasloco del Convento delle Trinitarie Scalze nel quale era stato sepolto. Vita burrascosa di un uomo che avrebbe lasciato al mondo un libro, un personaggio immortale.

Don Chisciotte fu un successo letterario, Cervantes che per una vita tentò la scrittura teatrale senza risultato, riversò nel romanzo le sue avventure, la sua tenacia, la sua voglia di perseguire un sogno il suo amore per “i libri”. La storia ha poi voluto accomunarlo ad altro immortale, William Shakespeare, deceduti lo stesso giorno, prosa e poesia, letteratura e drammaturgia da allora si prenderanno una lunga pausa. A quattrocento anni dalla loro morte tutte le attenzioni sono rivolte al Bardo e il nostro Idalgo e lì muto che aspetta, ma Don Chisciotte freme, non vuole esser scalzato né dal cavallo, né dalla storia.

Nasce da qui l’idea di rendere unico questo anniversario, per il nostro autore e concedergli dunque una nuova avventura. La lettura del testo sarà eseguita da Bruno Crucitti senza interruzioni e richiederà quasi due giorni.

Un omaggio alla resistenza dell’autore, a tutti coloro che continuano a perseguire un sogno contro ogni obiettiva condizione di impossibilità, un omaggio ai libri, alla letteratura, al valore assoluto della cultura, tanto bistrattata da far nascere l’esigenza vent’anni fa all’Unesco di indire la Giornata del libro e del diritto d’Autore

Una esperienza artistica. Joseph Conrad sosteneva che si scrive solo metà di un libro, l’altra metà spetta al lettore. Leggere per intero i due volumi del Don Chisciotte, scritti a molti anni di distanza l’uno dall’altro, senza interruzione, sarà occasione di dare unità a un’opera fantastica e complessa, che ha ancora molto da dare.

La lettura prolungata per così tanto tempo porterà l’interprete in uno stato di compenetrazione assoluta con Cervantes, fatti salvi i limiti che comporta una traduzione, benché alcuni passi saranno letti nella lingua originale per ascoltare di tanto in tanto la ‘viva’ voce dell’autore.

La lettura un’avventura. Lo sforzo psico-fisico necessario per la lettura integrale porterà concretamente in scena il tormento dell’autore e del suo personaggio. Se la fatica, col passare delle ore, metterà l’esecutore in difficoltà dal punto di vista fisico, per contro la necessità di affidarsi totalmente alla tecnica interpretativa, lo costringerà a ricercare l’energia necessaria solo nel testo, nel personaggio, nella sua potenza. L’esecutore, dovendo cimentarsi con i propri limiti, sfidandoli, sperimenterà un’interpretazione unica e assoluta, nel senso etimologico del termine, cioè libera da ogni condizionamento personale, al solo servizio dell’autore, per dare finalmente unità ad un’opera unica.

Bruno Crucitti è nato a Messina e vive a Roma. Poco prima di laurearsi in Psicologia presso l’Università di Padova, inizia l’attività teatrale diplomandosi nel 1985 presso la Scuola Regionale di Teatro diretta da Checco Rissone e Arnoldo Foà. Si è in seguito laureato in Lettere e Filosofia-Storia del Teatro e dello Spettacolo, all’Università la Sapienza di Roma. Attore, autore, regista, ha lavorato tra gli altri con Dario Fo, Gianfranco De Bosio, Giancarlo Sbragia, Arnoldo Foà, Enrico Maria Salerno, Franco Zeffirelli. Ha diretto Flavio Bucci, Arnoldo Foà, Massimo Ghini, Paolo Bonacelli. Ha scritto Letture Latine, In nome di Gorgia, La città nel Sole, Solo in mari diversi, Faroriente, Prima del Tempo, L’Occasione. Per il cinema ha scritto e diretto Il Tragitto (17’-2001), in latino con Massimo Ghini, I ragazzi della Luna (26’- 2003) col Ministero della Giustizia, Lo storico e il poeta (72’- 2007) Fondazione “Italo Falcomatà”, Il maestro nascosto (15’-2011) sulla figura di Alessandro D’Amico, La passion pura sulla figura Pilo Albertelli

Walter Nicoletti
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