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Antonio Pignatiello

Il nostro direttore Walter Nicoletti ha intervistato il cantante Antonio Pignatiello.

Antonio Pignatiello ama definirsi “scrittore ed eclettico cantastorie notturno dei viaggiatori in cerca di fortuna”. Nasce in Irpinia nel 1981 per poi trasferirsi prima a Bologna e poi a Roma, dove tuttora vive e lavora. Laureato al D.A.M.S. di Roma collabora con giornali e tv nazionali e locali e cura la regia di vari videoclip e cortometraggi. Nel 2009 torna ad occuparsi di musica e poesia collaborando con il Maestro del free jazz Pasquale Innarella e con il pianista Giuliano Valori. Nell’agosto dello stesso anno si aggiudica il premio Miglior brano inedito al Solarolo Festival di Ravenna con il brano “Folle”.

 

Ciao Antonio! Benvenuto su Voce Spettacolo. Come la musica è diventata la colonna sonora della tua vita?

Il primo contatto con la musica è avvenuto quando ero bambino, precisamente quando mio padre ha fondato una radio libera con un gruppo di amici. I miei genitori mi facevano addormentare con la musica. Ricordo che con un brano dei Rolling Stones mi addormentavo sorridendo. Poi mi sono laureato al Dams, ho seguito altri percorsi tra teatro e cinema e solo successivamente sono passato alla musica. Un giorno, ad una festa a Roma, un musicista si avvicina mentre stavo suonando la chitarra e mi dice: “Tu devi suonare!”. Da lì ci siamo conosciuti ed è partita la mia nuova vita in musica.

Hai mai pensato di mollare durante il tuo percorso artistico?

È capitato nel 2010 quando ho incontrato dei discografici con cui ho avuto seri problemi legali dovuti al fatto che abbiamo inciso i brani e poi loro sono scomparsi nel nulla. Alcuni dei miei amici musicisti hanno abbandonato mentre io, più determinato, ho continuato con altri collaboratori. Ci siamo detti “ricominciamo da tre” e quindi abbiamo inciso il nuovo album con atmosfere molto originali definite vere e proprie atmosfere francesi dai giornalisti e critici che lo hanno recensito.  C’è stata un’interessante collaborazione con Franco Arminio con il quale abbiamo musicato una sua poesia.

Il nuovo album “A Sud di nessun Nord” l’hai registrato on the road. C’è qualche aneddoto che vuoi raccontarci?

Siamo partiti dall’Irpinia. Abbiamo volutamente scelto ambienti aperti tra cui castelli, campagne aperte, boschi. Abbiamo toccato diverse città fino a raggiungere Torino. L’album “A Sud di nessun Nord”, registrato “on the road” in uno studio mobile durante un viaggio lungo la penisola, omaggia l’omonima opera di Henry Charles Bukowski. Il disco contiene 12 brani che hanno come filo conduttore il tema del viaggio e dell’incontro. Un album fatto di musica sotto forma di poesia, di immagini, voci, storie e ricordi, in cui le canzoni abbracciano tutti senza appartenere a nessuno. E’ stato prodotto in collaborazione con il mio amico musicista Giuliano Valori e realizzato grazie all’assistenza di Simone Fiaccavento. Mixato da Taketo Gohara (produttore e ingegnere del suono di Vinicio Capossela) e vede la partecipazione di Marino Severini (Gang), Enza Pagliara, Giovanni Versari e di molti altri musicisti nazionali e internazionali.

Una nuova formula per fare musica.

Certo! Con lo studio di registrazione non vado molto d’accordo, amo gli ambienti aperti. L’idea era quella di richiamare i luoghi che hanno sempre il potere straordinario di emanare musica. Sì ha una percezione completamente diversa, nel senso che la natura ispira la composizione della musica. Ci siamo semplicemente detti “andiamo incontro alla vita e vediamo cosa ci riserva il destino”.

A tuo avviso, viene scritta prima la musica o il testo?

Sono due cose che vanno di pari passo. Anche se poi in realtà ogni canzone ha la sua storia. Per esempio con il brano “lontano da qui” è nato tutto contemporaneamente, testo e musica insieme. È sempre un incontro che avviene per caso percorrendo la favolosa strada della musica. Prendere dalla vita per poi riconsegnare nuovamente alla vita.

Una laurea al DAMS di Roma e precedenti esperienze nel mondo del cinema e del teatro. Ci sono differenze tra il linguaggio musicale e quello del cinema?

Nella mia tesi di laurea ho preso in considerazione il mondo della musica e di come esso abbia influenzato il cinema a partire dai videoclip degli anni 80. La mia idea è che entrambi i settori sono molto legati. Basti pensare che nel mondo del cinema, qualunque pellicola senza colonne sonore, sarebbe assolutamente improponibile.

Novità in arrivo?

È successa una cosa meravigliosa. Un regista ha scelto parte dei brani del mio nuovo album per la sua nuova pellicola.

Hai mai pensato di scrivere colonne sonore?

Sinceramente ci sto pensando, anche alla luce di questo ultima bellissima notizia. È un linguaggio che adoro tanto. Mi permetterebbe di studiare la parte compositiva e di arrangiamento. Potrebbe arricchirmi tantissimo.

Il rapporto con il tuo territorio?

Si tratta di un rapporto di amore ed odio. Un grande amore per questa tua Itaca dove ti fa tanto piacere tornare E dove staresti tanto volentieri se ci fossero le opportunità, le strutture adibite per poter fare musica. I luoghi sono straordinari per poter fare arte a 360°.

Se la tua vita fosse una canzone quale sarebbe e perché?

Sicuramente il mio nuovo brano “folle”. Perché in fin dei conti, ci si augura sempre di aver indossato l’abito adatto e di essere invitati a cena fuori.

http://antoniopignatiello.it/

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=i8g-5zhovpo&w=640&h=390]

Walter Nicoletti
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