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Philip Petit, il funambolo di “The Walk”, protagonista del red carpet di Roma: “Sogno di essere invitato a Roma per camminare sul mio cavo”!

di Emanuela Del Zompo
Lei è stato l’unico a camminare su una fune tra le due torri gemelle di NY prima di essere inaugurate che si prova ora che non ci sono più dopo l’11/9?

Non riesco ad esprimere un sentimento sapendo che sono crollate e che migliaia di persone sono morte!

Dove vorrebbe ora attaccare la sua fune per camminarci sopra?

Sull’ Isola di Pasqua e mi piacerebbe fare un’ esibizione mistica con Rapa Nui.

Definirebbe la sua attività uno sport?

No, lo sport non ha profondità nell’arte. Non sono nato nel circo, quindi ho appreso da autodidatta e mi definisco uno che fa teatro nel cielo.

Non si sente solo?

Qualunque artista che si appassiona all’arte prova solitudine, forse è necessaria. Quando sono solo sul filo, mi sento nobile. E’ importante essere soli nell’arte.

Il film da cui è tratto il libro segue lo stesso ma alcune cose sono inventate dal regista per essere adatto ad Hollywood.
Come si è preparato l’attore che ha interpretato la sua figura?

Volevo che venisse preparato così in 8 giorni l’ho allenato a camminare sulla fune ed il regista quando l’ha visto è rimasto sbalordito. ma più che la tecnica per camminare volevo che apprendesse la maestosità, l’eleganza e la nobiltà di quest’arte.

Ma lei non ha mai paura?

Quando me lo chiedono rispondo, paura di che? Non provo paura sono troppo concentrato ed invece di rischiare la mia vita, io porto la mia vita sulla fune.

Perché ha ripetuto la traversata a NY più di una volta?

Perché non ero soddisfatto; la prima era per provare il cavo. Sono rimasto lassù per 45 minuti ed ho fatto la traversata 8 volte.

Cosa rappresenta per lei il cavo?

Per me il cavo è un’animale vivo e la mia professione che amo tanto aiuta le persone a collegarsi. Ho unito luoghi e persone che non erano amiche.
Non sono religioso ma credo in molte forze.

Che ne pensa del 3d?

Lo odio ma credo che era opportuno usarlo per questo film per trasportare il pubblico con me sulla fune di NY.

Cosa pensa della creatività?

E’ necessaria come l’aria che respiriamo. Amo l’arte, traggo ispirazione da essa. Se mi soffermo a vedere un quadro di Caravaggio probabilmente traggo ispirazione per camminare. Odio la tecnologia e viaggio sempre con matita e diario per prendere appunti: viviamo in un secolo dove i sensi si stanno offuscando a causa della tecnologia.

Paragoni sul documentario e sul film?

Sono 2 generi diversi non possono essere paragonati; sono come 2 quadri di 2 diversi pittori.

Sogno nel cassetto?

Venire a Roma!

 

(foto copertina: Festa del Cinema di Roma; Foto sala stampa: Emanuela Del Zompo)

 

Walter Nicoletti
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