di Roberta Nardi.
Beata Ignoranza, diretto da Massimiliano Bruno e prodotto da Fulvio e Federica Lucisano per Italian International Film e Rai Cinema, sarà nelle sale italiane dal 23 febbraio 2017.
Ernesto e Filippo. Due mondi opposti, due amici che si incontrano e si scontrano in “Beata Ignoranza”. Marco Giallini e Alessandro Gassmann sono i protagonisti del suo nuovo prodotto cinematografico incentrato sui social network. Ci svela brevemente la trama del film?
Giallini e Gassman sono due professori di Liceo molto diversi tra loro. Il primo è antiquato, vetusto, legge un romanzo a settimana, ascolta dischi in vinile e possiede un vecchio Nokia del ’95. Il secondo è un eterno Peter Pan sempre connesso ad internet che vive una vita molto più giovane rispetto alla sua età. Un tempo erano miglior amici ma poi hanno litigato a causa di una donna. Si ritrovano a lavorare nella stessa scuola ed a sfidarsi per affermare il loro punto di vista.
L’importanza, anzi l’esigenza, la necessità, il bisogno di essere “in rete”. Secondo lei siamo tutti destinati, prima o poi, a diventare social addicted? Qual’è il messaggio del film?
Il messaggio del film è nella teoria del giusto mezzo. Dobbiamo assecondare la tecnologia e far spazio al futuro ma senza alienarci e diventarne schiavi. Si può dedicare un’oretta al giorno ai social ma senza esagerare.
Facebook, Twitter, Instagram per i giovani e i meno giovani. E’ davvero in atto, quindi, una vera e propria “rivoluzione” e come ha scelto di raccontarla nel film?
E’ in atto uno scontro generazionale tra i nativi digitali e noi “anzianotti”. Loro sono abitati ad avere il cellulare in tasca fin dalle elementari mentre a noi Facebook ce lo hanno aperto che avevamo già 40 anni. E’ tutto cambiato e non possiamo far finta di niente. E’ arrivato il momento di prendere atto di questa nuova forma di comunicazione e assecondarla.
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