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Secondo Edward Snowden, permettere alle autorità di usare misure di sorveglianza individuali basate sulla tecnologia per contrastare il contagio del coronavirus potrebbe creare un precedente a danno delle libertà personali: un’architettura tecnologica destinata al controllo che trasformerebbe le società civili così come le conosciamo.

Edward Snowden, l’ex tecnico della CIA che ha dato la stura al “datagate” che ha coinvolto i governi americani e britannici, ha espresso il suo pensiero durante un’intervista a margine del Copenhagen International Documentary Film Festival.

Usare i big data e le app per monitorare le persone e il contagio

L’argomento tocca l’idea di usare la tecnologia mobile utilizzata dalla persone, e i conseguenti dati prodotti da essa, per creare dei modelli, basati sui big data ed elaborati dall’intelligenza artificiale, che possano monitorare gli spostamenti delle persone e in un certo senso anche la loro condizione di salute. Ovviamente, l’idea sta maturando tra le varie soluzioni proposte per ridurre al massimo il contagio da coronavirus (SARS-CoV-2), e che è stata già messa in atto in Taiwan e Corea del Sud.

Un concetto di cui si sta parlando anche in Italia, dato che il ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, in concerto con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha lanciato un’iniziativa volta a trovare le soluzioni tecniche per raccogliere tutti i dati possibili riguardanti, potenzialmente, tutti i cittadini, in modo da contrastare la diffusione del Covid-19.

La stessa OMS in un tweet del 16 marzo aveva parlato di “contact tracing” come metodo per aiutare a prevenire l’espansione del coronavirus che causa la patologia Covid-19.

Dato che uno dei principali sintomi del SARS-CoV-2 è la febbre, dice l’ex tecnico della CIA in asilo politico in Russia, i governi potrebbero usare gli indossabili smart per monitorare la temperatura corporea e la frequenza cardiaca delle persone. Una misura che può essere necessaria in caso di un’emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo.

Si domanda però cosa accadrebbe dopo la fine della pandemia, e dopo aver dato l’abbrivio a una misura di questo tipo. Pone l’esempio della nascita di un nuovo gruppo terroristico, e la successiva necessità dei governi di poter mettere a confronto gli stessi dati usati per combattere la pandemia per verificare la reazione dei singoli individui a un video di propaganda. Riuscire cioè a leggere le emozioni delle persone alla vista del video sulla base di dati come pressione sanguigna e battito del cuore, per esempio.

Oppure, in un caso molto meno pericoloso, capire cosa pensano le persone nel momento in cui viene trasmesso l’intervento di un membro del parlamento di una maggioranza di partito. Ma è una soluzione che potrebbe essere usata dagli istituti di credito o anche nel corso di un colloquio di lavoro.

Snowden si dice infatti preoccupato della creazione di un precedente. Si chiede cosa comporterebbe l’aver costruito questa architettura tecnologica basata sul controllo durante il procedere di una generazione.

Tutto potrebbe continuare come è adesso, ma anche peggiorare, e il controllo potrebbe essere usato da leader politici molto determinati e inclini a un certo tipo di utilizzo del potere. A questo proposito, Snowden cita espressamente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Un leader politico che avesse a disposizione un’architettura tecnologica del controllo di questo tipo potrebbe limitare la coordinazione delle persone che vogliono esprimere un pensiero politico diverso dal suo: perché le loro intenzioni e i loro spostamenti sarebbero conosciuti anche dai controllori. Le autorità potrebbero prendere contromisure anche non sul posto di una manifestazione politica: per esempio potrebbero avvisare i datori di lavoro dei singoli individui che hanno partecipato all’evento o arrivare anche alle revoca della residenza o della cittadinanza.

Lo scenario illustrato da Edward Snowden è di tipo apocalittico. La stessa iniziativa del ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione fa specifico riferimento a un monitoraggio “nel rispetto dei principi della privacy, sicurezza ed etica”. Tuttavia, ciò che preoccupa Snowden è la possibilità che una volta costruita un’architettura del controllo di questo tipo, essa possa entrare in un ciclo di normale operatività delle istituzioni, per poi allargarsi anche ad attori privati della società e del mercato.

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