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Dopo un inizio molto discusso e prendendo decisioni diverse dal resto dei paesi europei, anche la Gran Bretagna si sta preparando alla grande chiusura. “Chiediamo di cambiare il nostro stile di vita” dice in conferenza Boris Johnson. Un discorso chiaro, semplice, dove afferma che il numero di casi è cresciuto più rapidamente di quanto pensassero gli esperti e questo ha spinto il governo ad aumentare le misure di sicurezza.

Boris Johnson così ne esce vincitore. Durante il primo appuntamento in diretta televisiva dedicato alla situazione del Paese riguardo al Coronavirus, il premier inglese ha esortato tutto il Paese a lavorare da casa il più possibile, interrompere i contatti con le altre persone e di viaggiare solo se necessario.

“Non riesco a ricordare nulla di simile nella mia vita. Non credo che ci sia stato niente come questo in tempo di pace”.

Un cambiamento di direzione? Il direttore scientifico prof. Vallance ha affermato che l’azione è stata intensificata dopo che le ultime cifre hanno mostrato che il Regno Unito è più avanti dell’epidemia di quanto si pensasse.

Per prima cosa quindi si pensa agli anziani, alle persone già con problemi di salute e alle donne incinte, che dovranno rimanere in quarantena fino a 12 settimane. A differenza di New York e degli altri paesi europei dove è stato imposta la chiusura dei luoghi pubblici e scuole, Johnson ha detto che avrebbe fatto affidamento sulle stesse aziende e cittadini, a cui ha chiesto di evitare contatti con altre persone. Da domani infatti il governo non consentirà più ai soccorritori di partecipare a raduni di massa, il che porterà probabilmente a molte più cancellazioni di concerti ed eventi sportivi.

Altro cambiamento anche per chi ha sintomi. Se fino a ieri infatti bastavano 7 giorni a casa e solo per chi avesse tosse e febbre alta, ora la quarantena si estende a tutto il nucleo familiare per 14 giorni. Mentre il bilancio delle vittime del Coronavirus nel Regno Unito è salito a 53 e 1543 positivi, il Primo Ministro ha dichiarato: “Se necessario, dovrete chiedere aiuto agli altri per i bisogni di tutti i giorni. Se ciò non è possibile, dovrete limitare i contatti quando uscirete di casa per fare la spesa.”

Le scuole invece rimangono ancora aperte. “Riteniamo al momento che sia molto meglio tenere le scuole aperte”, ha affermato. “Ma questo lo vedremo giorno per giorno. Non è la priorità”. Intanto però le scuole hanno inviato un messaggio dicendo di tenere a casa i bambini se hanno tosse o raffreddore.

Un passo alla volta, un giorno dopo l’altro.

Walter Nicoletti
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