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Il concetto di base può essere anche condivisibile – “con questo virus avremo a che fare per mesi e mesi ancora, quindi dobbiamo imparare a conviverci” -, ma poi, come spesso gli capita, all’ex premier Matteo Renzi la situazione sfugge di mano, tanto da lasciarsi andare in auspici e indicazioni che mentre il Paese non ha ancora raggiunto il picco dei contagi sembrano assolutamente premature. “Serve subito – spiega in una intervista ad Avvenire –  un piano per la riapertura, innanzitutto delle fabbriche, che devono rimettersi in moto prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe…”.  Insomma , mentre i dati di ieri parlavano di quasi mille morti (record) e il governo si appresta a prorogare la stretta fino al 18 aprile, il leader di Italia Viva lancia un appello a riaprire tutto e soprattutto i posti di lavoro entro il 12 aprile (Pasqua, appunto).

Walter Nicoletti
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