Di Vito “Nik Hollywood” Nicoletti

 

Ciao Clarissa! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Clarissa Burt: indossatrice, attrice, imprenditrice, scrittrice, beauty editor, produttrice ed ora anche stilista. Chi è Clarissa Burt?

Clarissa è una donna sempre molto curiosa con tanti desideri, è una donna che non si accontenta di fare soltanto una cosa nella vita. Devo dire che questa linea di abbigliamento, a cui stiamo lavorando con tanto impegno, è davvero un capolavoro. Abbiamo avuto un grandissimo successo con la vendite, è stato un “sold out”. Siamo tutti davvero contenti. E’ una linea rigorosamente Made in Italy e, per me, questo è davvero un pregio. Sono 10 anni che vivo negli Stati Uniti e ho sempre avuto il desiderio di creare una mia linea di abbigliamento ma non sapevo come fare. È nata l’idea un anno e mezzo fa a Los Angeles con la giovane designer italo-americana Sandra Poole, giovane e talentuosa designer, con cui ho trovato subito una sintonia di gusto e idee. Poi c’è stato l’appoggio del colosso dello shopping multicanale QVC, una realtà che esiste da più di trent’anni in America. La linea si chiama Clarissa Burt by lilly l.a.  Mi sono ispirata alla West Coast prendendo spunto dai colori del deserto, dai toni bruciati e caldi, tipici di quella zona. E’ una linea che definisco elegante, funzionale e easy. Sono tutti dei capi “comfort zone” cioè non stringono, fanno respirare, pensare al relax. Il nostro vuole essere un target molto trasversale. In generale parliamo alle donne che vogliono abiti da indossare senza rinunciare allo stile, sofisticati, senza essere provocanti. Inoltre sono tutti capi interscambiabili tra loro, il che li rende molto interessanti. Devo dirti la verità, mi sto divertendo molto e spero di portare questi prodotti anche fuori dall’Italia.

Quanto c’è di Clarissa Burt in questa tua creazione?
Devo ammetterlo, sia io che Sandra ci incontriamo prima per scegliere la linea, i colori, le tendenze e poi si passa nel particolare cercando di pensare ad ogni donna, quindi di crare un vestito adatto alla donna bionda, castana oppure rossa. Si cercano i colori adatti ad ognuna e che possano abbinarsi bene con la loro immagine. E’ una linea molto elegante, una linea di classe, una linea accessibile anche dal punto di vista dei prezzi. In definitiva è una linea che mi rispecchia molto, infatti non potrei vendere nulla che non mi piace.

Esiste una formula perfetta per una collezione di successo?
Una formula perfetta credo che non esista, però ci si può avvicinare attraverso linee che esaltino il corpo della donna. Noi abbiamo cercato di accontentare un po’ tutte le donne. E’ chiaro che, con questa prima linea di abbigliamento, non è stato possibile realizzare tutte le misure, ma piano piano ci stiamo arrivando.

Hai scelto l’Italia, è stata una coincidenza o c’è qualcosa che ti lega a questo paese?
Sono 35 anni che sono legata a questo paese, anche perché sono cittadina italiana. E’ un paese che per molti anni ha dato tanto a Clarissa Burt. Economicamente era più conveniente andare in Cina, te lo dico in tutta onestà, però ho scelto l’Italia perché il prodotto italiano non è secondo agli altri e per me era importante tornare qui e restituire qualcosa a questo paese. Questo è il mio modo di ringraziare l’Italia. Sono comunque contenta del riscontro che abbiamo avuto. Infatti, torno a ripeterlo, c’è stato un “sold out” già il primo giorno.

Ogni percorso che si compie dà e toglie qualcosa alla vita. Il tuo percorso cosa ha dato e cosa, invece, ha tolto alla tua vita?
Il mio percorso artistico ha dato alla mia vita la possibilità di esprimermi e di essere me stessa, mi ha dato la possibilità di crescere, di credere in me stessa, la possibilità di vincere ogni paura. Devi sapere che all’inizio avevo il terrore di essere in televisione… non c’è animale peggiore della televisione live. In quel momento ci sono emozioni così forti che non si possono spiegare, bisogna soltanto viverle. Ricordo che ogni volta era come la prima volta, ogni volta dovevo vincere quella paura, quel terrore che nasceva in me. In quel momento ti confronti non solo con il pubblico, ma anche con te stessa.

Il più bel ricordo della tua carriera artistica?
Devo essere sincera, ci sono tanti bei ricordi. Una delle cose che non dimenticherò mai è stata l’emozione di salire sul palco ad Agrigento di fronte a 150.000 persone. Quando hai 150.000 persone che gridano il tuo nome, è un’emozione indescrivibile. Attenti però, bisogna sempre ricordarsi di essere riconoscenti e di non montarsi mai la testa. Un altro momento che non dimenticherò mai è stato in diretta con Raffaella Carrà quando cantai la canzone “Imagine” di John Lennon. Era dicembre, ricordo che quell’anno mio nonno morì proprio la vigilia di Natale. Purtroppo durante le festività fu impossibile trovare un aereo che mi portasse a casa per poter partecipare al funerale ed esser insieme alla mia famiglia. Perciò rimasi in Italia e quella canzone, cantata in diretta, la dedicai a mio nonno.

La felicità per Clarissa Burt?

Per me la felicità cambia di continuo man mano che avanzano gli anni. Per me la felicità è sempre stata diversa a seconda dell’età. Anche ora, alla mia età, la felicità è diversa da quella di ieri. Oggi per me la felicità è poter affrontare la vita con molta più calma rispetto a quando ero più giovane. Oggi mi piace fermarmi ad osservare le piccole cose, pratico yoga, osservo un tramonto, respiro anche l’odore delle rose, mi godo di più anche i rapporti di amicizia. Sono tutte cose che non ho mai fatto prima. Andando avanti apprezzi le vere gioie della vita e non c’è più quel bisogno di arrivare o di diventare qualcuno a tutti i costi.

Obbedisci più al tuo cuore alla tua testa?
Senza dubbio obbedisco al mio cuore anche se, lo ammetto, certe scelte, strada facendo, le avrei potuto evitare. Molte scelte sono state fantastiche e ancora oggi, alla mia età, è sempre il cuore che comanda.

Credits: Alessia Foglia

 

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