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Un nostro connazionale racconta le efficienze del sistema tedesco: l’aiuto dopo aver dichiarato una perdita di clienti per l’epidemia. Il sistema informatico di Berlino regge malgrado l’alto numero delle domande, anche se non mancano panico iniziale e dubbi di privacy.

Un nostro connazionale racconta le efficienze del sistema tedesco: l’aiuto dopo aver dichiarato una perdita di clienti per l’epidemia. Il sistema informatico di Berlino regge malgrado l’alto numero delle domande, anche se non mancano panico iniziale e dubbi di privacy.Michele M. lavora in Germania, a Berlino: fa il montatore di video, uno dei tanti liberi professionisti che dall’Italia si è trasferito altrove. Nelle ore del bonus Inps da 600 euro, che ha fatto naufragare il sito dell’Istituto, la sua storia colpisce perché il sistema tedesco sembra reggere. La burocrazia amica, quella che racconta la comunità locale di artisti e freelance e che – nonostante qualche difficoltà iniziale – fa arrivare sul c/c degli interessati denaro sonante in pochissimi giorni.

“Sollecitato da un amico – racconta Michele – venerdì ho fatto l’accesso al portale per la richiesta delle indennità riservate da Berlino ai residenti della città. Ho così prenotato la possibilità di inserire la domanda”.

“Via e-mail, sono stato tenuto aggiornato sulla mia posizione in coda (una coda telematica) e domenica ho avuto il via libera: attraverso il portale della banca, ho inserito poche informazioni e autodichiarato di aver subìto delle perdite di clienti per il virus. Alle nove e mezza di sera avevo chiuso la richiesta. Martedì mi sono stati accreditati 5 mila euro”.

Walter Nicoletti
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