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di Gianfranco De Cataldo.
 
Ciao Roberta! E’ un vero piacere ospitarti sul nostro portale. Iniziamo dalla prima domanda. Un bel tuffo nel passato. Da bambina cosa sognavi di fare?
Ciao a tutti e piacere mio. Da bambina volevo essere tante cose, prima di tutto quando avevo 8 anni il mio primo gatto era malato e io volevo aiutarlo quindi decisi che volevo essere una veterinaria, poi purtroppo lui non ce la fece e io mi spaventai all’idea di perdere animali a me cari e quindi cambiai idea, ma volevo comunque aiutare gli altri, quindi decisi che volevo essere una poliziotta ma poi presto realizzai che poteva essere molto pericoloso e cambia idea ancora una volta, decisi cosi’ di restare in qualche modo nel settore e iniziai a fingere di essere un investigatore privato, ma essendo finzione i miei casi finivano sempre troppo presto e ovviamente in modo positivo e realizzai ancora una volta che la realta’ sarebbe stata diversa, e cosi un po per gioco , un po per sfida iniziai un corso di recitazione e cosi capii davvero chi ero.
Cosa significa essere attori, oggi.
Per me essere attori significa essere liberi e vulnerabili , avere coraggio di superare i propri limiti , essere pazienti soprattutto con se stessi e con la precarieta’ del mestiere. Non saprei dirti se l essere attori oggi e’ diverso dall’essere attori nel passato. Quello che so per certo e’ che e’ uno di quei mestieri che non scegli, e’ lui a scegliere te.
Le soddisfazioni che ti sei tolta (un po’ di autocelebrazione non fa mai male!).
Ho di recente lavorato in un film come attrice ovviamente, ma soprattutto come stunt woman ed e’ stata un’esperienza emozionante e che mi ha fatta crescere e conoscere lati di me che non sapevo di possedere. E poi mi sono trasferita oltreoceano e se consideriamo che 5 anni fa neanche parlavo inglese, e oggi recito in un’altra lingua direi che sono molto soddisfatta di me stessa.
Generalmente per un attore bisogna avere chiaro cosa il personaggio sia per se stesso, assorbirlo, ma avere poi l’elasticità di farsi guidare dalle emozioni. Ci racconti come ti prepari?
Come mi preparo? Inizio da un analisi del testo, un analisi del personaggio, ne creo un passato, e poi ne trovo i punti in comune con me stessa. Cerco di capire da cosa e’ spinto e perche’ agisce in un determinato modo . la cosa principale pero per me e’ il non giudicare mai un personaggio, credo fermamente che bisogna comprenderlo per poi poterlo assimilare nel modo più personale possibile cosi da dargli una vita reale e il più unica possibile.
Il tuo primo esordio, cosa ricordi?
Se parliamo della prima volta che sono salita su un palcoscenico quello che ricordo e’ l’adrenalina infinita e la voglia di non scendere mai da quelle tavole.
L’importanza della formazione artistica.
E’ fondamentale non smettere mai di studiare , prima di tutto se stessi. Il nostro e’ un lavoro estremamente personale e deve essere onesto quindi non bisogna mai smettere di evolversi, e di stupirsi. Ognuno di noi ha un bambino interiore e non bisogna mai smettere di ascoltarlo, e di ascoltare e conoscere il mondo esterno che si evolve di continuo. Essere curiosi per me e’ la chiave di tutto.
La Voce : raccontaci questa tua esperienza.
E’ un’esperienza che ricordo con immenso piacere, avevo lavorato a teatro con Augusto Zucchi per molti anni e per me lui e’ sempre stato un maestro un mentore, un amico.. lui stava girando il suo primo film come regista , e il suo assistente mi chiamo’ una sera dicendomi che Augusto aveva scritto delle battute per me e avrei girato la mattina seguente e cosi arrivai sul set super eccitata e anche se erano solo poche battute ricordero’ sempre l emozione provata , i suoi consigli , la troupe e F.Castellano di cui ero compagna di scena.
Aspetti positivi e non in ciascuno dei paesi in cui hai vissuto e lavorato.
L’Italia e’ la mia patria, la mia casa quindi decisamente un lato positivo, il lato negativo e’ che non si punta su attori sconosciuti. L’Inghilterra d’altra parte ha un sistema più meritocratico, ma il tempo dopo un po e’ impossibile da gestire. L’America (mia terra attuale) ha tanti di quei lati negativi se la vivi da straniera, ma qui ho trovato l’uomo della mia vita con cui mi sono appena sposata quindi al momento per me e’ solo un grande gioia e i lati negativi e’ quasi come se non li vedessi più.
Se la tua vita fosse un film, quale sarebbe? E perché?
Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d agosto. Senza dubbio. Mi riporta in uno dei miei luoghi preferiti CALA LUNA, la spiaggia , il mare, da buona napoletana sono una “WATER BABY” come scherzando mi chiama mio marito. E poi perche’ il rapporto dei 2 protagonisti nel film e’ un rapporto di amore.. un amore inaspettato, irrisolto, per molti sbagliato, che porta grande conflitto interiore e esteriore considerato la diversita’ dei mondi da dove vengono, ma che regala grande soddisfazione e passione.
Come vedi il tuo futuro?
Oh decisamente pieno di successi personali e professionali e perche’ no , magari col tempo anche allargare questa nuova famiglia. 🙂
Progetti futuri?
Al momento sono la testimonial di una nuova linea di prodotti per le unghie e sto girando una commedia nella quale sono la protagonista femminile, musa del protagonista e anche l ‘ unica persona con i piedi per terra.Poi ho appena cambiato agente quindi si vedra’ cosa succede. Sembra strano ma ho imparato a non fare troppi progetti, perche’ tanto la vita ha il suo di progetto, e non le interessa che non combaci col tuo, a volte ti impone il suo e tu non puoi che accettarlo quindi perche’ stressarsi ulteriormente… ?
L’intervista e’ finita , ma prima i saluti.
Un bacione da oltreoceano a tutti gli amici di Voce Spettacolo, grazie e alla prossima!

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